Categoria : eventi culturali

La celebrazione dell’Unità d’Italia a Chiaramonti – di Angelino Tedde

Si è svolta in Chiaramonti, nell’aula del Consiglio comunale,il giorno 16 marzo dalle 15.oo alle 17.00 la commemorazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, presenti il Sindaco dott. Giancarlo Cossu, i consiglieri di maggioranza, la segretaria comunale dott. Spissu, l’operatrice sociale dott. Merler, il brigadiere della stazione dei Carabinieri, il dirigente scolastico prof. Gianni Marras con 54 studenti delle scuola secondaria di I° grado e le loro professoresse di Lettere (Maria Arras) , di Matematica, (Giovanna Cesaracciu), di Francese, (Marie Dominique Mammola). Invitato per il discorso commemorativo il prof. Angelino Tedde. Presente anche un modesto numero di cittadini.

Nel corso della manifestazione celebrativa del grande avvenimento storico sono stati protagonisti gli studenti che, in numero considerevole, hanno espresso i loro pareri, le loro impressioni, i loro punti di vista sull’avvenimento. Per tanti versi hanno rispecchiato le varie posizioni sull’evento: alcune di plauso, altre critiche, altre di speranza. Nel complesso hanno rispecchiato la posizione degli storici che si dividono nella ricostruzione dell’Unità, mirando alcuni ad applaudire per la raggiunta meta, altri a criticarne le modalità, altre a mettere in rilievo il divario tra Nord e Sud. Per i loro interventi c’è da dire che era giusto dare a loro uno spazio così rilevante, considerando che saranno essi il futuro dell’Italia.

La commemorazione ha avuto inizio però con un breve, ma sostanzioso discorso del sindaco che, pur rilevando le contraddizioni del metodo con cui è stata raggiunta l’Unità d’Italia, ne ha però messo in evidenza i vantaggi, collegandola anche al concerto dell’Unione Europea, specie riguardo all’economia e alla pace tra loro. Ha preso la parola anche il prof. Gianni Marras, che pur rimarcando le luci e le ombre del Risorgimento, ha rilevato la crescita democratica della Nazione e la sua posizione di protagonista all’interno dell’Unione Europea. Gl’Italiani c’erano già da secoli uniti dalla cultura, ma occorreva unificarli politicamente e farne una nazione.

 

 

monumento ai caduti

Infine ha preso la parola lo scrivente che,dopo aver sottolineato che la fede cattolica, la lingua e la letteratura hanno da secoli unito tutti gl’italiani, mancava che, liberi dalle potenze straniere e dalla divisione,, si riunissero sotto una sola bandiera e, grazie soprattutto ai padri della patria: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Cavour e Vittorio Emanuele, che pur così diversi nelle personalità e nei ruoli svolti hanno raggiunto l’obiettivo di rendere l’Italia una nazione nell’ambito delle nazioni europee. I giovani debbono guardare a loro, pensando agli obiettivi di vita che intendono raggiungere, non scoraggiarsi mai, e lottare senza tregua e con coraggio per la loro realizzazione umana e civile sia che vogliano proseguire gli studi sia che vogliano dedicarsi ad altri ideali come fece Garibaldi che più che gli studi predilesse l’amore per la libertà dall’oppressione in tutto il mondo.

L’entusiasmo della partecipazione dei ragazzi e degli adulti presenti, ha fatto passare inosservata l’assenza dei consiglieri assenti, desiderosi forse, di un invito più adeguato alla loro dignità di eletti dai cittadini. Si sa che dopo il ’68 anche il galateo politico è andato ovunque a farsi benedire, ma l’amore per il proprio paese non si deve arenare di fronte a riverenze omesse. Dice un proverbio: gli assenti hanno sempre torto!

La commemorazione si è conclusa con la consegna della bandiera italiana, di quella sarda e di quella europea a tre studenti della scuola, perché le issino nell’edificio a significare l’Unità d’Italia, il contributo dato dalla Sardegna per essa, il concerto dell’Italia nel contesto dell’Unione Europea.

Col canto corale di “Fratelli d’Italia” si è conclusa la fausta ricorrenza.

 

 

 

Commenti

  1. Certo, come non essere d’accordo? L’importante ricorrenza avrebbe meritato una maggiore attenzione, più coinvolgimento popolare, più unità. Ognuno, chiaro l’obiettivo, avrebbe dovuto fare la sua parte. L’Istituto Comprensivo di Nulvi, che fa riferimento ai tre Comuni di Nulvi, Chiaramonti e Martis, l’ha fatta. I docenti, da tempo, hanno programmato, pianificato e realizzato le attività didattiche concernenti l’importante evento. L’invito del Comune di Chiaramonti, seppure in extremis, è stata, comunque, per gli alunni, un’ottima occasione di apprendimento, per provare le loro conoscenze, abilità e competenze, per essere protagonisti. In considerazione della valenza educativa e culturale della ricorrenza, nonostante l’orario pomeridiano, le difficoltà organizzative, il poco a tempo a disposizione, l’invito è stato parzialmente accolto. Vista la disponibilità dei docenti a fare ore di lavoro straordinario, retribuito dal fondo d’istituto, (le normali attività, infatti, si svolgono al mattino) e l’età degli alunni, è stato possibile presenziare almeno con le classi della scuola media. I ragazzi hanno partecipato con emozione, trepidazione ed entusiasmo. Il prof. Tedde ha svolto davvero una lezione magistrale perchè ha saputo adeguare i complessi contenuti storici e culturali alle esigenze cognitive e affettive dei giovani ascoltatori riuscendo a parlare alle loro menti e ai loro cuori. Il dirigente scolastico aveva sollecitato gli organizzatori a tener conto di queste esigenze così come aveva suggerito di invitare alcune fra le personalità più preparate e in vista nel paese. Nell’interesse di tutti naturalmente. In questa importante occasione celebrativa,purtroppo, sorprende, da più parti, l’uso strumentale dei fatti, la faciloneria, la scarsa documentazione e informazione, il pressappochismo,la poca attenzione e il tentativo di coinvolgere la scuola in questioni e beghe politiche paesane senza rispetto per le esigenze formative degli alunni e per il lavoro degli operatori scolastici. Pessimo spettacolo. Che dispiacere!

    Gianni Marras
    Aprile 3rd, 2011
  2. Nel nostro bel paese di collina, purtroppo, ci sono personaggi che ritengono, pur non avendone la funzione, di governare dall’alto l’intero borgo, di trinciare giudizi e dare patenti a chiunque cada sotto il loro sguardo bieco; di non avere un minimo di rispetto per le istituzioni che denigrano con abbondanza e che vorrebbero essere a capo e alla direzione di ogni iniziativa. Segno di scarsa umiltà. Vorrebbero essere protagonisti di tutto non accorgendosi che il loro tempo é passato inesorabilmente e bene farebbero a cominciare a pensare a sé stessi e a ciò che li attende dopo questa vita. Per fortuna, di tempo in tempo, vanno in ferie e, soprattutto, la maggior parte dei compaesani non li legge tanto sono stucchevoli e ripetitivi. Sono passati professionisti malavitosi,ricchi arroganti, furfanti di ogni risma. Passeranno anche questi che sono soltanto chiecchieroni pieni di sussiego.

    scriptor
    Aprile 3rd, 2011

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