28 settembre 2016 - Categoria: memoria e storia

“Elisa Budroni ved.Lezzeri (Ch.1914): una donna longeva attraversa un secolo, funestato da due grandi guerre mondiali, continuando la sua serena esistenza, vivendo i suoi 103 anni” di Angelino Tedde

budroni-lisedda-1Elisabetta Budroni, nota Elisa, 102 anni ovvero la traversata di oltre un secolo.

Dalla nascita al matrimonio con Giommaria Lezzeri 1914-1937

Mentre a Chiaramonti, loc. Edras Carrelighedu, Elisa Budroni nasceva il 19 maggio del 1914, da Eliseo e da Antonia Piseddu, l’Italia non era ancora entrata a far parte della Grande Guerra, ma lo farà quattro giorni dopo che lei ebbe compiuto il suo primo anno di età, il 25 maggio 1915,  quartogenita di sette figli, (Vincenzo, Beniamino, Angelina, Elisa, Maria, Concetta, Mattea)  poté ricevere poche carezze dal padre, perché fu chiamato in guerra e, pur ritornato vivo (1918), quattro anni più tardi morì,  a causa delle terribili prove a cui era stato sottoposto durante il conflitto come sostiene il memorialista Giorgio Falchi.
Eliseo Budroni andò a raggiungere la schiera dei ventotto commilitoni chiaramontesi che avevano perso la vita in quella guerra. Quel tragico evento vide scomparire ben 13 mila sardi, su centomila chiamati a in guerra.

La vasta parentela paterna dei Budroni, di estrazione borghese agraria, non fece mancare mai la sua solidarietà alla famiglia, composta da due figli e da cinque figlie. Dai maschi alle bambine la famigliola di Antonia Melone, così era nota, alta e bella, robusta e attiva, prese coraggio e si diede da fare, per mandare avanti la famiglia, che abitava nella casa avita nel centro storico del paese, detta anche Carrela Longa.

Elisa alla morte del padre aveva compiuto i dieci anni (1924) e come tutti  i fanciulli e le fanciulle dell’epoca dovette contribuire con le sue energie  al ménage della famiglia, rivelandosi molto attiva e riservata.

28 settembre 2016 - Categoria: cultura, storia

Ottana Orotelli-Crysopolis di Massimo Pittau

 200px-san_nicola_ottana_nuOttana (localmente e nella zona Othana, Otzana) (villaggio della provincia di Nùoro) – È cosa abbastanza nota che la Sardegna, la Sicilia e l’Africa proconsolare (odierne Tunisia e Algeria) furono i tre principali granai di Roma: tria frumentaria subsidia reipublicae, le chiama Cicerone (de imp. C. Pompei, 12, 34), regioni dalle quali la città dominante a lungo trasse grandi quantità di grano necessario per il sostentamento delle sue folle cittadine e dei numerosi reparti del suo grande esercito. E in proposito si deve precisare che in quei tempi il pane di grano costituiva la parte principale del cibo dell’intera popolazione, non ancora sostituito, almeno in parte, dal granturco e dalle patate, che non si conoscevano ancora. Si deve pure precisare che delle tre citate regioni frumentarie di certo la Sardegna era la più importante, in ragione diretta della sua maggiore vicinanza a Roma. Ed infatti da numerose testimonianze storiche antiche risulta che l’arrivo o il mancato arrivo o il ritardo dell’arrivo del grano dalla Sardegna a Roma condizionò notevolmente lo svolgimento degli eventi, soprattutto nei periodi di guerre, ad es. quelle intestine fra le diverse fazioni e tra i vari pretendenti al potere sulla città.

24 settembre 2016 - Categoria: eventi culturali

“L’elefantino di bronzo a prof. Mauro Maxia, all’impresa Murgia e all’Oratorio della Santa Croce di Castelsardo” di Mauro Tedde

mauro-2Dalla Nuova Sardegna apprendiamo:

“NULVI. Nella bella cornice offerta dall’antico chiostro dell’ex convento di Santa Tecla sono stati consegnati sabato scorso i tre premi “Elefantino di bronzo 2016”, che l’associazione culturale “Nuovi Orizzonti per Castelsardo” mette in palio ogni anno fra le personalità dell’Anglona che si sono distinte nel campo culturale ed imprenditoriale. Il premio è itinerante e ogni anno la cerimonia si tiene in un diverso Comune dell’Anglona. Questa seconda edizione si è tenuta a Nulvi grazie alla collaborazione del Comune di Nulvi, l’Unione di Comuni dell’Anglona e l’associazione culturale “Su Sidhadu”. Un premio speciale è stato attribuito dall’associazione a Pietro Sanna, uno dei fondatori e una delle anime del sodalizio, recentemente scomparso. Il primo “Elefantino di bronzo” è andato a Mauro Maxia, studioso, docente di linguistica, saggista, scrittore e poeta di Perfugas per la sua immensa produzione bibliografica sull’Anglona e non solo. Premio consegnato da Antonello Mattone e Marco Milanese che hanno illustrato la sua importante opera con la quale sono stati posti punti fermi nelle conoscenze della ricca storia della zona del Nord Sardegna. “Elefantino di bronzo” anche a Vincenzo Murgia, valente imprenditore di Chiaramonti, amministratore delegato del “Gruppo Alimentare Sardo”, una delle aziende leader nel settore agroalimentare in Sardegna. Un’impresa che dà lustro all’intera isola e consente di guardare al futuro con maggiore fiducia. Il terzo “Elefantino di bronzo”, consegnato da Giuseppe Tirotto, è andato invece all’Oratorio Santa Croce di Castelsardo, depositario e custode dei riti secolari del Lunissanti e dell’originalissimo canto liturgico studiato e apprezzato dagli etnomusicologi di tutto il mondo che ogni anno risuona nei vicoli attorno al castello dei Doria.
La cerimonia, presentata da Tore Patatu ed Elvira Decortes, assessore alla Cultura del Comune di Nulvi, è stata impreziosita da alcuni brani eseguiti dal Coro di Nulvi diretto da Fabrizio Mangatia e dal musicista Andrea Tola. «Voglio ringraziare in particolare gli hotel-ristorante “Baga” Baga e “L’Incantu” – ha commentato Christian Speziga, presidente dell’associazione castellanese – che, nonostante il momento di crisi, hanno voluto sostenere la nostra iniziativa che ha il merito di dare voce a chi promuove l’Anglona, perché non rimanga quel territorio di mezzo, quell’espressione geografica tra la provincia Sassari e la Gallura ma che si spinga per il rilancio del proprio patrimonio storico-culturale ed economico».”

23 settembre 2016 - Categoria: cultura, storia

“Miriam Turrini, docente dell’Unipv, vince il Premio Internazionale Fass-Sandin 2016” a cura di Angelino Tedde

paviaMiriam Turrini, docente del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia, vince il premio internazionale Fass-Sandin 2016 della Society for the History of Children and Youth per il miglior articolo (in lingua tedesca o italiana) del 2015 con il lavoro “Poco oltre la soglia: racconti autobiografici di aspiranti gesuiti a metà Seicento”, in Studi storici, del 3/2014, July –Sept., pp. 585-614.

Il premio è stato assegnato dalla commissione giudicatrice per la ricchezza e la produttività delle fonti consultate, oltre che per le questioni metodologiche e concettuali che il lavoro solleva nello studio della storia dell’infanzia e della giovinezza all’inizio dell’età moderna in Europa.

L’articolo si basa su un meticoloso lavoro di ricerca d’archivio, concentratosi in particolare sui questionari compilati tra il 1636 e il 1644 dai giovani aspiranti gesuiti ammessi al noviziato presso S. Andrea a Roma. Dei 180 questionari disponibili, 82 includono il racconto della loro vocazione. Lo studio della prof.ssa Turrini si basa sulla combinazione dell’analisi dei questionari con quella delle storie vocazionali, presentandoci una straordinaria fonte di informazioni relative a un periodo in cui è difficile reperire testimonianze della voce dei ragazzi. Questi documenti forniscono dati sulla vita e sul background di provenienza di questi giovani, sulla scoperta della loro vocazione e sulla successiva scelta di intraprendere il noviziato. La maggior parte degli aspiranti novizi ha tra i 14 e i 18 anni; provengono sia dall’Italia che da altri paesi europei e da differenti tipologie di famiglie. Solo una minoranza ha origine da famiglie molto ricche o molto povere e molti di loro sono orfani di uno o di entrambi i genitori. Le loro testimonianze offrono preziosi scorci sul complicato passaggio dall’infanzia all’età adulta che, in questo contesto, coincide con il difficile passaggio dalla precedente vita “secolare” alla nuova esperienza di novizi nella Compagnia dei Gesuiti.

Le fonti analizzate offrono un importante sguardo sull’individualità e la soggettività dei giovani impegnati in un processo di analisi interiore e di autorappresentazione.

Al fine di completare con successo il periodo di prova, gli aspiranti gesuiti dovevano rispondere a domande relative al loro passato e presentare una visione del loro futuro, visto come un progetto di auto-realizzazione che avrebbe dovuto coincidere con l’ottenimento della perfezione cristiana. Anche se inevitabilmente pervase dalla necessità di soddisfare le aspettative dei loro esaminatori, le fonti mostrano il complicato sforzo di raccontare un progetto di vita radicale, un progetto che non solo richiede ai ragazzi di resistere alle tentazioni mondane, ma anche di combattere l’opposizione dei genitori. Solo in pochi casi, infatti, troviamo esempi di conversioni sollecitate o forzate, perseguite come parte di strategie familiari.

La prof.ssa Turrini paragona gli scritti dei più giovani con la minoranza degli scritti appartenenti a ragazzi più grandi, evidenziando in tal modo la specificità delle voci e delle esperienze delle persone più giovani e gli aspetti metodologici e teorici che emergono dalle fonti.

Il saggio della prof.ssa Turrini ha rappresentato un primo approccio a questo tipo di documenti autobiografici che da allora sono stati indagati ulteriormente. Questo articolo è destinato a promuovere ulteriori riflessioni storiografiche sulle categorie rilevanti per lo studio della gioventù in Europa.

22 settembre 2016 - Categoria: cultura

Instituto de Investigaciones sobre la Universidad y la Educación a cura dell’Università Nazionale Autonoma del Messico

UNAM

UNAM

Congreso Internacional Interacciones. Las universidades en el pasado y el presente de Iberoamérica
28 al 30 de septiembre de 2016

Enrique González, Hugo Casanova, Leticia Pérez Puente (coordinación)

Inauguración del Congreso
Auditorio “José Ma. Vigil” 9.00-9.30
Plenaria
28 sep 9.30-10.15
Gian Paolo Brizzi. Modelos de universidad en los dominios europeos de la Monarquía española (1550-1650)

Receso

10.15-10.30

Mesa 1. Modelos Universitarios
28 sep 10.30-12.30
IISUE – Salas 1er piso Mesa 2. La Universidad contemporánea en la perspectiva internacional
28 sep 10.30-12.30
IISUE – Salas 4º piso
Adriana Álvarez. Los Estudios Generales de México y Lima en la fundación de la Real Universidad de San Carlos de Guatemala Mónica Marquina. Problemas y tendencias de la universidad argentina en el contexto regional: inclusión, expansión, calidad y gobernanza
Alejandro Márquez. La universidad en Iberoamérica ante los nuevos retos de la sociedad del conocimiento

RSS Sottoscrivi.