17 Ottobre 2020 - Categoria: versi in italiano

“Io lascerò” di Maria Teresa Inzaina nel giorno del suo genetliaco

Maria Teresa Inzaina

Io lascerò..

Io lascerò
che il tempo
giochi con il mio viso
come bimbo col seno della madre.
Che disegni
i suoi solchi intorno agli occhi
perché più luce di vita
sia nelle pupille.
Che accompagni
i sorrisi
col filo d’ombra della malinconia
ai lati delle labbra
come i tramonti d’ autunno
accesi e intensi
accompagnano
d’ombre lunghe intrecciate
sere struggenti
che più non torneranno.
Che ferisca
il mio corpo
e allenti qua e là
la turgida freschezza
di stagioni che già lontane sento.
Che confonda
di tanto in tanto la mente
sparigliando e rubandomi ricordi
perché sia meno gravoso il passo
senza il fardello di troppi rimpianti.
Sarà il tempo
che passa su me
fedele amico pietoso e gentile.
Le sue mani di vento
mi spingeranno come vela leggera
dove è scritto che il viaggio finisca
al di là di quell’ultima tempesta
con tutte le rughe della vita
ogni ruga
uno sbaglio una gioia
una ferita
ricordo che fa male o che consola
segni preziosi trame delicate
d’una poesia
che dentro mi ha cantato.
Leggi tutto
17 Ottobre 2020 - Categoria: memoria e storia

“Eva Mameli Calvino” di Adriana Biffis Ottelli

Per dare  un’idea più chiara della studiosa sarda di cui tratta Adriana Biffis Ottelli presentiamo ai lettori una scheda su questa scienziata sassarese offertaci di Raimnda Lobina.

“Sembravo timida ma non lo ero per niente.
Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare.
Non avevo ancora idea di cosa avrei fatto,
però sapevo che desideravo scoprire per essere utile.
A chi o a che cosa lo ignoravo,
ma l’idea di diventare qualcuno
mi accompagnò sempre in quegli anni.”

Giuliana Luigia Evelina Mameli, detta Eva, nasce il 12 Febbraio 1886 a Sassari, da una famiglia alto-borghese, quarta di cinque figli: la madre è Maria Maddalena Cubeddu, il padre Giovanni Battista è colonnello dei carabinieri. La famiglia Mameli è molto unita e l’educazione dei figli si basa su principi quali il valore dello studio e il massimo impegno nella vita e nella professione.

Leggi tutto
12 Ottobre 2020 - Categoria: memoria e storia

Mons. Giuseppe Budroni (Castelfranco Emilia,1924-Tempio,1990) di Pietro Meloni

 “L’acqua ! Sul Monte Limbara a Galaricciu c’è l’acqua!”. Brillavano gli occhi di Don Giuseppe Budroni quando scoprì che nel terreno che il Comune di Tempio stava per donare alla Gioventù di Azione Cattolica di Sassari vi era una sorgente d’acqua e quindi si sarebbe potuto realizzare il sogno di edificare una casetta per i campeggi alle pendici del Giogantino non lontano da Vallicciola. Erano trascorsi otto anni dal primo campo diocesano, che si era svolto nell’anno 1949, e il Limbara era diventato la casa estiva degli Aspiranti e dei Giovani di Azione Cattolica di Sassari. Il sogno era il desiderio di edificare una piccola “casa della gioventù”, mentre fino a quel tempo i ragazzi erano stati ospitati nell’accampamento delle tende accanto ai capannoni della Guardia Forestale.

       Sorgenti d’acqua ce n’erano molte sui monti ed erano diventate i “santuari” ai quali si andava in “pellegrinaggio”, marciando per ore e ore e cantando allegramente. La ridente pianura di Vallicciola invece era povera d’acqua e la sua antica fonte pareva vicina a esaurirsi. La presenza dell’acqua alimentò un sogno che non si realizzò mai. Ma quel giorno la scoperta dell’acqua fece sussultare di gioia il grande “sognatore” don Giuseppe Budroni, sacerdote entusiasta e capace di contagiare il suo entusiasmo a tutti i giovani.

Leggi tutto
9 Ottobre 2020 - Categoria: letteratura sarda

“Miallina, Gildo e Thau” di Giovanna Elies

Miallina e Gildo, como, sun duos amorados dae attesu; issa inoghe in logos nostros, isse in Rerat, unu logu de addae in su cale si vivit no solu divessamente dae nois ma fattende aterunas faches.
Issa est assignoriccada mendosa, difattisi  ‘istat in s’ultimu pianu ( su ‘e battoro) de su palattu insoro, comente chi esserat  una prenda de familia.
Sos mazores no l’han fatta cojuare  pro no la toccare, timende chi l’esseren guasta, ca fuit bellitta, ricca, bene cumbinada de ogni manera.
Pagas amigantzias, pagos recreos in bidda, biazos medas, peri su mundu, sempre cun babbu e mama, chi la fuin pesende comente fiore in pastera.
Ingasi, pro Miallina, si che fuin bolende sos annos mezus: granda, ricca, bene educada ma a sa sola.
Totu sos  omines chi l’haian chilcada no fuin in gradu sou, issa fuit de bonu manizu e istaiat a sas detzisiones de sos mazores.
A unu Nadale, accò sos suos li regalein unu televisore cun su cale podiat abaidare  totu su mundu e unu cellulare cun su cale podiat faeddare cun cale esserat istadu, in su logu pius lontanu dae idda sua.
Difattisi, unu sero, in su televisore accò una fregura de òmine, grasciosu e galanu: “eo so Gildo e tue chie ses?”.

Leggi tutto
7 Ottobre 2020 - Categoria: versi in italiano

“La Madonnina di San Leonardo” tra Santulussurgiu e Cuglieri di Pietro Meloni

“Siete fuentes”
sgorgano a San Leonardo
ascendendo lassù a “La Madonnina”.

Ti ammiro verde “parco alle sorgenti”
da cui sgorga un’acqua cristallina
che mi disseta alle “sette fonti”
nel suo fluire forma un bel ruscello
e nel laghetto si specchia la luna.
Ricami di trachite della chiesa
dal tempo dei Giudici di Torres
svelan la fede dei nostri antenati
che pregavano anche in mezzo ai boschi.

Leggi tutto
RSS Sottoscrivi.