17 Febbraio 2019 - Categoria: cahiers de doléances

“Per il prezzo delle persone, come se le persone non avessero valore. Nessun valore…” di Sarah Savioli

La mia terra.
La mia gente…
Solo chi sa davvero cosa sia la vita dei pastori può comprendere che quel versare per terra il latte sia per loro un atto più sofferto che tagliarsi e lasciar scorrere il sangue…

Non ho le competenze per entrare nel merito di come sia migliore arrivare alla soluzione di una situazione nella quale quanto pagato ai produttori di latte si è più che dimezzato in tre anni. Non sono nessuno e non ho gli strumenti per sapere se ci potrebbero essere azioni più incisive, lascio a commenti e articoli di persone più strutturate queste considerazioni.
Mi limito a sentire questo urlo disperato di dolore con la consapevolezza pesante che quello che accade con mezzi subdoli è la distruzione sistematica di una cultura, di una vita con la terra, di una creazione di prodotti di una qualità e di una cura fatta giorno per giorno e generazione dopo generazione.
E questo è un processo di “deforestazione” che si irradia ovunque, nell’olio extravergine d’oliva a due euro e mezzo al litro, in salumi che costano meno delle patate, in pandori venduti a un euro o poco più. O ancora in filati a qualche soldo, in ceramiche che costano così poco che non sai nemmeno perché dovresti lavarle e non buttarle via…
Un processo nel quale la qualità e la cura fatte di storia e di mestiere vengono macinate senza riguardo per lasciare terra bruciata.
E via gli artigiani… via i maestri portatori di saggezze antiche su tipicità che sono gioielli… via prodotti dal gusto irripetibile perché frutto di lavoro, materie prime eccezionali e di capacità affinate negli anni…
“E’ la legge del libero mercato, baby. O ti adatti o ti estingui… non facciamo favoritismi e dimmi se non è giustizia questa”
Che si adattino, che si adeguino, che si evolvano… come se quello che tenta di mantenere una sua identità fosse per forza qualcosa di obsoleto che non si rassegna a levarsi dai coglioni. Che attirasse fastidioso pietismo quando invece rivendica disperatamente a schiena dritta la sua dignità.
Mi chiedo se davvero abbiamo coscienza di cosa perdiamo nel momento in cui lasciamo dilaniare come niente fosse la nostra storia, la nostra cultura fatta di unicità, di eccellenza e qualità impagabili. Quando lasciamo che passi un catepillar a sradicare via quelle nostre radici che sono quel poco che ancora ci ricorda chi siamo.
Mi chiedo se ci rendiamo conto di quanto smarriamo per sempre…
Per il prezzo delle cose, come se le cose non avessero valore.
Per il prezzo del tempo delle persone, come se il tempo delle persone non avesse valore.
Per il prezzo delle persone, come se le persone non avessero valore. Nessun valore…

Leggi tutto
16 Febbraio 2019 - Categoria: eventi straordinari

“Sas Animas. Sa falada a s’Inferru” de Anghelu de sa Niéra

Capìtulu III: Sa falada a s’Inferru
S’àttera notte mi nde so pesadu pro andare a Campusantu, ma non mi
sentio bene, tando mi che so bettadu torra a lettu e apo leadu sonnu.
A unu tzertu puntu accò unu bisu, unu sònniu meda feu. Mi so bidu su
matessi in Campusantu in ue b’est sa rughe de sas ànimas e no ischio
in cale cuadru che fèrrere, ma cando mi so mòvidu pro andare a sa
tumba de tia Lughia, acò un’ànghelu lughente tantu chi l’apo nadu de
nde istudare sa lughe, ma issu m’at nadu:
– Ànghelu caru custa no est lughe chi s’istudat, custa est lughe ispiritale.
Comente at faeddadu mi so abituadu a sa lughe e l’apo dimandadu:
-Si ses bènnidu a mi leare, cheret narrer chi so morzende, ma tando in ue est Santa Brìgida e sas àtteras Santas chi prego ogni notte?-
Issu a mie:
-Tue non ses morzende, ma pro òrdine de sa Vergine Maria so bènnidu a ti fagher visitare s’inferru.-
Mi so postu a piànghere e l’apo nadu:- Ello mi che bettas in s’isprefundu e tando tottus sas pregadorias mias non sunt servidas a nudda!-

Leggi tutto
16 Febbraio 2019 - Categoria: istituzioni educative

“L’istruzione in Sardegna” di Fabio Pruneri e le considerazioni di Tom Woodin

Pubblichiamo volentieri gli ” Appunti dell’intervento del prof. Tom Woodin Reader in Social History of Education presso l’UCL Institute of Education a Londra in occasione della presentazione del vol. di Fabio Pruneri, L’istruzione in Sardegna 172o-1848, il Mulino, Bologna 2011.  Gli appunti non sono stati rivisti dall’autore.

Prima di iniziare vorrei ringraziare Fabio Pruneri e l’Università di Sassari, in generale, per avermi offerto questa posizione come visiting professor e per l’accoglienza qui in un clima di cultura, ricerca e insegnamento.

Devo anche chiedere scusa per la mia padronanza limitata della lingua italiana, anche se spero che migliorerà con la pratica e non da ultimo con il supporto di Fabio, le cui correzioni  sono così numerose!

Il libro di Fabio, L’Istruzione in Sardegna, offre una buona opportunità per riflettere sulla nostra comprensione della pratica e la teoria di alfabetizzazione qui e all’estero.
Il libro offre la prima rassegna di questo argomento in Sardegna, basato su un caso di studio che parte dalle radici dello sviluppo della scolarizzazione e dell’ alfabetizzazione.

Leggi tutto
11 Febbraio 2019 - Categoria: memoria e storia, recensioni, storia

I nostri sardi a Panama (1907-1915) in un saggio di don Giovannino Pinna nella rivista Ammentu

Da anni andavo cercando uno studio sull’emigrazione sarda in Panama dal momento che dal nostro ameno paese nel 1907 ne partirono ben 130 come avvenne anche da Oschiri, da Ozieri, da Ittiri da Orotolli e sicuramente da altri paesi della Sardegna. Quest’emigrazione del periodo giolittiano, a leggere alcuni articoli della  Nuova Sardegna, era contrastata probabilmente a causa dell’emorragia che avrebbe causato nel Nord Sardegna di manodopera utile per la produzione agraria.  Del resto fu contrario anche il nostro annalista Giorgio Falchi. Indubbiamente le motivazioni non erano solo queste come vedremo, ma altre.
Chiaramonti non è registrato nello studio, ma cercheremo di aggiungerlo noi anche se abbiamo la difficoltà d’identificare i partenti dal momento che l’archivio comunale è da tempo inconsultabile  in quanto ben conservato nelle casse che hanno fatto ritorno dall’ammasso degli archivi della zona industriale di Muros. La fonte che utilizziamo è pregna di notizie sull’emigrazione sarde dell’epoca. Vorremmo aggiungervi Chiaramonti anche se dobbiamo farlo servendoci soltanto della memoria annalistica e orale per quanto riguarda i nomi di alcuni partenti. Per i Tedde ci soccorre la memoria familiare, ugualmente per gli Unali come si può notare nel sito di Mario Unali, archeologosardos.it, mentre per gli altri dobbiamo accontentarci della memoria degli anziani, in particolare di qualche nonagenario. Non ci fermeremo qui e nel tempo continueremo a scavare per completare il discorso iniziato nella speranza di trovare prima o poi l’elenco dei partenti presso le carte comunali o i passaporti dell’archivio della Questura di Sassari dal momento che ci dicono che l’Archivio di Stato non li contiene.

Leggi tutto
5 Febbraio 2019 - Categoria: memoria e storia

“Giovanni Gavino Tolis di Chiaramonti (1919-1944), amarcord a cent’anni dalla nascita” a cura di Angelino Tedde

Abbiamo appreso soltanto qualche giorno prima dal manifesto di un noto blogger paesano che per ricordare l’eroe chiaramontese finanziere Giovanni Gavino Tolis è stato predisposto, su input del Comune e dell’editore, una commemorazione dell’eroe a cent’anni dalla nascita.
A ricordarlo sono stati chiamati oltre l’autore del libro anche Attilio Mastino, il cui prozio è stato ugualmente un eroe della Grande Guerra come finanziere e di cui si è occupato Gerardo Severino.
Preso da altri impegni non abbiamo potuto partecipare all’evento, tuttavia ci preme partecipare all’amarcord dell’eroe, cugino di tanti miei cugini Soddu-Tolis, riportando il contributo che stilammo alla presentazione del libro.

La memoria ci preme anche rievocarla in quanto nipote del nonno paterno Giovanni Matteo Tedde che fu regia guardia di finanza dal 1897 al 1900 e richiamato poi a partecipare alla Grande Guerra nell’ultimo anno del conflitto appena rientrato dal Panama dove partecipò alla costruzione del Canale. Insomma, possiamo dire che le guardie di finanza sono patrimonio di famiglia. Di mio nonno ho già scritto il primo contributo su accademiasarda.it, a tempo debito scriverò il secondo e se del caso il terzo contributo.

Leggi tutto
RSS Sottoscrivi.