8 Novembre 2009 - Categoria: eventi culturali

Sas poesias de sos minores. Sa bricicheta. A cura di Domitilla Mannu

Sa poesia de sos minores

Custu est su chizolu de sos pitzinnos chi iscrient in sardu, amus a publicare poesias e contos e àteros iscritos siet chi sient istados premiados o nono. Cherimus abberrer cun sas poesias de sos pitzinnos de sas iscolas medias.

images-21Sa bricicheta

Sa bricicheta

mia

at

duas rodas

lèbias,

comente

duos ojos

curiosos,

de s’abèrrere

a su mundu.

At

duas rodas

fines

e una conca

piena de bentu

pro falare a su riu,

pigare a su montiju,

e a s’adde,

connòschere logos nòos,

in cuntentesa

e in isprammu.

Sa bricicheta

mia

at

duas rodas

lèbias,

pienas

de contos

bellos e malos

pro faeddare

cun sos pitzinnos

de onzi ue.

Sos autores sunt Matteo Brancazzu e Francesco Gusai de s’Iscola Media de Thiesi, ghiados dae sa prof.ssa: Maria Tetti, annu 2008.

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6 Novembre 2009 - Categoria: eventi culturali

Il peteggiare degli over 50 assetati di potere

images-9Dopo la commedietta mediatica dei piemme poco accorti e il conseguente sgonfiamento delle accuse al premier italiano, ecco Rutelli, ecco Casini e a quanto pare, in pectore, Fini, che sognano una grande ammucchiata de colores per mandarlo a casa.

images-10Non basta Veronica,che con la giudiziale potrà attendere 2o anni per il divorzio, non basta la Cir del costruttore doglianese, non basta Repubblica, non basta L’Espresso, non basta l’Unità, non basta la Daddario, ci voleva pure l’Api, Alleanza per l’imperio,  su questi italiani gaglioffi, (21 milioni e mezzo), per spodestare il premier, il monarca, diciamolo più correttamente, il presidente dal piglio presidenziale.  Dopo 60 anni di fellonia, di aumma aumma, di concertazioni, di bicamerali (Bozzi 1983-85, De Mita- Jotti 1993-1994,  D’Alema,1997) e di mezzi – presidenti, anzi presidenti partime, 6 mesi, 9  mesi, per partorire un altro governetto.

Unknown-3I giovanotti, over 50, vogliono mandare a casa l’ imprenidbile giovane anziano che si muove, opera, tiene rapporti con tutto il mondo, supera una crisi globale, piazzando l’Italia al primo posto in Europa, procurando alle imprese contratti miliardari con gli Arabi e con i Russi, checché ne dicano i politologi bolognesi. Un uomo dallo stomaco di ferro che non sta a cincischiare con quest’accolta di nani, con a fianco giovani fresche e finalmente, meglio tardi che mai, produttori di figli e figlie.

images-11 Altri giovinetti, (over 30), si rompono l’anima urlando contro il premier, formando gruppi sui vari face book e travasando bile, invece di rompersi le ossa lavorando da mattina a sera. Così s’era fatto con Bettino Craxi. Certi violenti, di nome e di fatto, oggi capeggiati da un trebbiatore che attacca assatanato, incita alla piazza, s’arrovella, si contorce, si rabbuffa, scuffa, bragheggia (affonda il muso nel brago), truoneggia cioè peteggia, grida, ma il siur president ridacchia delle peteggiate, turandosi il naso e segue la sua strada. I digiunanti d’imperio non si danno pace e sperano, con le piazze e col freddo cane di quest’ultimo cono d’ombra di solstizio d’inverno, di rovesciare  mister president che fa sul serio, dando scacco alla monnezza di Napoli, al terremoto dell’Abruzzo, all’infida ICI sulla prima casa, a non metter le mani nelle itale tasche, a dar scacco alle cosche, tutte azioni che agl’italiani cafoni piacciono, ma che mettono il pepe nel retro e sulla lingua all’intellinghezia images-12dalla pancia piena alla Flores d’Arcais, alla Mancuso teologo, al laico ebreo Gad Lener. Nessuno si preoccupa più del piddino Marrazzo, del piddino Bassolino, del verdolino Vendola, quelli costituiscono esempi preclari di buona amministrazione alternativa e specchio di santità laica. Meno male che il pallido sole di questo inverno sbeffeggia al tramonto e Qoélet, apparendo all’orizzonte,  grida: ” Vanitas vanitatum et omnia vanitas!”  Napul’è bella Napul’è cara…!

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6 Novembre 2009 - Categoria: eventi culturali

La Nostra guerra di Enrico Brizzi in libreria

cover_lanostraguerra

Dopo l’inattesa piega degli eventi, arriva in libreria il secondo volume della saga di Lorenzo Pellegrini nell’Italia del XX secolo. La Nostra guerra è apparsa sugli scaffali delle librerie il 3 novembre 2009. Gli eventi narrati coprono il periodo dal 1942 al 1945, fra gli undici ai quattordici anni di Lorenzo (protagonista dell’Inattesa piega degli eventi,208): centrali qui i compagni di scuola e la famiglia – indimenticabili le figure della madre Nina e del padre, l’avvocato in camicia nera Paride Pellegrini. Amore, bugie, conformismo, corna e tentativi di emancipazione sullo sfondo di una società totalitaria e in piena mobilitazione, dove il controllo del regime su radio e giornali appare assoluto.

enricobrizzi_by_gsimoni1Lo sguardo ironico e tenero del ragazzino Lorenzo – ginnasiale borghese che si ritrova sfollato per evitare i bombardamenti – ci restituisce un nuovo kolossal italiano dal sapore agrodolce, dove si ride e si piange nel solco di classici della cinematografia nazionale quali Tutti a casa e Il Federale.

(Dal sito di Enrico Brizzi)

A. T.

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4 Novembre 2009 - Categoria: eventi culturali

La Nuova Europa laica avanza danzando

images-13I sette giudici autori della sentenza che impone di togliere il crocifisso dalle aule Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajo’ (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia), in pratica un belga, un italo-russo, notoriamente laico, un laico portoghese, una lituana ex comunista, un serbo ( ex comunista titino) un ungherese (altro ex comunista) un turco (laico o musulmano). Non poteva esserci una squadra migliore di giudici per remare contro l’uso secolare dei crocifissi nelle aule dell’Italia cattolica.

images-14Un manipolo di atei dell’Uaar (unione atei e agnostici razionalisti) in cui milita tanto l’illustre sedicente matematico Odifreddi e la Hac, astrofisica; un pugno di sedicenti intellettuali laici e veterocomunisti atei e materialisti; il quotidiano La Repubblica di proprietà dell’ebreo-laico De Benedetti e la TV7 a guida laico-ebraica di Gad Lener, esultano. Felici tutti che il simbolo del cristianesimo sia tolto dalle aule dove dai pargoli ai diciottenni si sentirebbero offesi dall’ingombrante presenza del crocifisso.

images-15Tutti hanno dimenticato la rivoluzione profonda del mondo operata dal Cristianesimo,altrimenti sarebbero stati ancora con l’anello al naso, tutti costoro in nome della tolleranza cominciano a diventare intolleranti della nostra cultura e della nostra fede.

Dopo la cacciata dei crocefissi non resta che abolire la famiglia come in Spagna per lasciare spazio ai coniugi omossessuli, introdurre l’eutanasia, permettere l’aborto fino al nono mese, liberalizzare la droga e istituire impiccatoi liberi, amplessi pubblici, nozze zoorastre e robette del genere. Ecco la morale che l’Olanda e il Belgio, non ultima la Francia, e tutto il Nord Europa ci vogliono regalare. Allora Pannella, Bonino & C. potranno morire in pace con discorso di commiato in cappella laica e sepoltura in cimiteri non odoranti di acqua santa.

Signori cristiani, eccovi serviti, ecco gli orizzonti che ci attendono da parte della Nuova Europa.

images-16Da parte dell’Islam ci attende un tale straordinario numero di moschee, possibilmente tali da fare ombra alle nostre chiese e cattedrali, e un ritorno indietro di cinque secoli: donne con burqua, infibulazione, ius necis per le figlie dai matrimoni promiscui, poligamia e studio attento del Corano in lingua araba. Infine, come ciliegie sulla torta, pagode buddiste, templi satanici con vittime vergini e quanto di meglio questa nascente cultura nichilista e senza valori, quest’individualismo folle, questi antistorici lubrichi, ci vogliono offrire.

images-17Già, dimenticavo, che cosa ci stanno a fare chiese e conventi. Li si trasformino in musei, al massimo, mozzando croci e campanili. Ecco la nuova europa, ecco la panacea, ecco il paradiso laico. Rallegrati Pannella, inizia la danza con la Hac bella! Con la Bonino ballerà Odifreddino!    A .T.

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1 Novembre 2009 - Categoria: eventi culturali

Novembre di Giovanni Pascoli a cura di Ange de Clermont

images-10Gemmea l’aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

e del prunalbo l’odorino amaro

senti nel cuore…

images-11Ma secco è il pruno e le stecchite piante

di nere trame segnano il sereno,

e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante

sembra il terreno.

Silenzio, intorno; solo, alle ventate

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cadere fragile. images-12E’ l’estate,

fredda, dei morti.

Questa poesia mi richiama alla mente nostalgie del passato. Ero in Piemonte la prima volta che l’ho studiata anche a memoria e avevo modo di notare quanto le parole del Pascoli s’inserissero in quel paesaggio alberato ormai spoglio. In quella tristezza padana visitavamo i cimiteri dove la gente si affaccendava a collocare i crisantemi sulle tombe dei defunti. Qualche raggio di sole poteva darti l’illusione della primavera, ma il freddo pungente ti toglieva ogni illusione. In quel contesto cresceva la nostalgia del mio paese lontano, oltre il mare, dove sul tumulo cimiteriale di mio padre non potevo posare un fiore, correvo poi con la fantasia al campo n. 5 del cimitero della città tomba 101 dove riposava mia madre e anche lì una tomba non visitata senza un fiore. Non capivo perfettamente che una preghiera di suffragio sarebbe stata di conforto per i miei genitori scomparsi prematuramente.  La lettura della poesia del Pascoli ancora oggi suscita in me questi ricordi e infonde nel mio cuore una sottile tristezza.  Mi porto da una vita questo vuoto incolmabile che i platani spogli del viale che tutti i giorni attraverso cercano invano di confortare. E in questa malinconia novembrina si adagia la mia anima di uomo dall’età ormai calante.

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31 Ottobre 2009 - Categoria: eventi culturali

La corrispondenza Manunta-Cherubini

images-9Un contributo di Giovanni Spano ha messo in luce la figura di Antonio Manunta. Detto contributo è pubblicato su accademia sarda, per cui chi vuole può andare a leggerselo. La novità di questo discorso sul Manunta è dovuto al lavoro di scavo che il prof. Fabio Pruneri continua a portare avanti sia negli archivi sardi come in quelli continentali.

images-7Vista l’amicizia che legava il Manunta al Cherubini il prof. Pruneri ha consultato l’Archivio di Brera di Milano dove giace il Fondo Cherubini, rintracciando finora una sessantina di lettere del Manunta. Lo stesso prof. Pruneri, associato all’Università di Sassari, mi ha dato l’opportunità di leggerne una ventina, 23 per l’esattezza: 6 del 1826, 3 del 1835, 3 del 1836, 1 del 1837,1 del 1839,1 del 1840, 3 del 1841, 2 del 1842. La mia lettura è stata rapida e rapide saranno le annotazioni, lasciando al professore gli adeguati approfondimenti.

images-7Ciò che mi ha colpito in quest’uomo è l’ansia che egli ha di adeguare l’insegnamento delle scuole normali, istituite da Carlo Felice e caldeggiate da Carlo Alberto, di insegnanti preparati altrimenti il balsamo di queste scuole popolari si trasformerà in veleno. Il suo punto di riferimento è Milano, da lui definita l’Atene d’Italia. Egli vuole che i testi degl’insegnanti siano quelli adottati a Milano, in primis la Metodica per i precettori e poi Letture per i fanciulli di campagna di ordina al Cherubini uno straordinario numero, pagando di tasca propria. Massima è la disistima che egli sente sia per il metodo seguito dagli Scolopi sia dai Gesuiti. Si può affermare che verso le scuole di questi benemeriti ordini religiosi egli nutra dei veri pregiudizi. Non pago di ordinare i libri tradotti dal tedesco dal Cherubini, direttore della scuola normale di Milano, vuole un maestro continentale che il Cherubini gli manda, ma il nostro, osservatolo, si accorge che costui si preoccupa di studiare tematiche cinesi e che sebbene conosca teoricamente il metodo non dimostra nessuna capacità didattica. Da ciò la sua insistenza per avere dei maestri preparati secondo la Metodica del Cherubini.  Spazio nelle lettere c’è anche per l’ospizio dei fanciulli, che dirige, che vuole addestrare non solo a leggere, scrivere e far di conto, ma anche nei lavori di campagna. Particolare preoccupazione ci sono anche per i nipotini che affida a precettori e che vanamente affida a quello inviatogli da Milano. Si tratta del nipotino Cherosu e dei nipotini Crispo Manunta: il cui esito degli studi è rintracciabile nelle lettere. Contemporaneamente a queste preoccupazioni il nostro si preoccupa d’inviare al Cherubini, pure filologo, componimenti poetici in sardo-logudorese e il vocabolario sardocampidanese del Porru. Amicizia proficua tra due appassionati patrioti nella linea dell’istruzione. Peccato che non siano state rintracciate ancora le lettere del Cherubini per avere una visione più chiara dell’amicizia tra due studiosi appassionati della crescita dell’istruzione della scuola popolare della loro rispettiva regione.

images-8Il collega Pruneri, in apposito convegno o pubblicazione avrà modo di illustrare a tutto tondo questa bella figura di sardo del primo Ottocento. Io penso che lo Spano, il Manunta, il Serra (questi ultimi due provenienti dalla collegiata di Osilo) meritino la giusta collocazione nella Sardegna dell’Ottocento, nonostante tutto, ancora così poco esplorata sul versante della pubblica istruzione.

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28 Ottobre 2009 - Categoria: versi in italiano

La presenza di Dio negli scrittori sacri di Ange de Clermont

imagesIn sul fare del mattino
ho riletto con piacere
uno studio sul divino
meditare, con dovere,

la presenza del Signore.

Nella pia meditazione
chi vuol stimolar l’Amore
in due modi si propone.

images-1C’è chi pensa a Dio infinito
all’essenza del Creatore
senza forma e senza ordito
come Oceano d’amore.

Senza volto e senza vesti
il Suo Spirito si espande
nell’intuito tu resti
ed affetti a Lui tu mande.

Circonfuso dall’Eterno,
assorto nell’Infinito,
sei rapito dall’interno
con il tuo pensare ardito.

images-2 Tu non senti tu non vedi
quasi resti senza soma
nella pura essenza siedi
come scrisse Santo Toma.

Nel suo spirito infinito

quasi Oceano di luce

tutto intero sei rapito

che lo meditare induce.

Il secondo atteggiamento
del tuo ardente meditare
è preso dal sentimento
e dalla vision del mare.

images-3Dio assume le sembianze
del suo Figlio prediletto
nelle varie circostanze.
Ora pensi al Pargoletto

che vagisce nella paglia,

ora pensi all’oliveto
dove giunse la sbirraglia
per rapirlo con dispetto

images-4 e portarlo ai sacerdoti
che decisero furenti
senza cuore senza voti
di rinviarlo ai potenti

perché fosse appeso in croce.
Ora pensi a Cristo apparso
e alla sua sonante voce
al gran Paolo di Tarso.

images-5Tanto il primo che il secondo
meditare dei buon novizi
hanno avuto spazio al mondo
per star lontani dai vizi.

Volge il tempo volge il mondo
I pensier volgon del sacro
Ciò che conta è che il profondo
Porti l’uomo al suo a lavacro.

Ange de Clermont

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26 Ottobre 2009 - Categoria: eventi culturali

Il premio nobel che sputa sulla Bibbia

250px-Voltaire_pantheonDi intolleranti bestemmiatori che hanno perduto il senso del rispetto e della misura per le idee degli altri ce ne sono tanti al mondo. I siti di bestemmiatori, bavosi  dissacratori, diffamatori della Chiesa Cattolica e dei Cristiani in genere non mancano. Ogni tipo di media è stato utilizzato per questa squallida operazione. I cristiani, divenuti tolleranti, lasciano che questi “lacché di Satana” (è il minimo che si possa dire) irridano ai loro valori senza batter ciglio. Molti pregano per la loro conversione, altri, a volte perdono la pazienza e ribattono colpo su colpo. Io, prima di pregare per questo poveraccio (non di soldi), vorrei fare qualche riflessione. Primo. L’uomo si è dichiarato ateo e non c’è da scagliarsi contro di lui per questo. La fede è un dono. Di certo anche lui col battesimo e con un’educazione cristiana l’avrà avuta e come tanti l’ha perduta per via. Secondo. L’uomo si è dichiarato comunista, ma non mi risulta che abbia distribuito in opere sociali l’immenso patrimonio che ha messo su. Pare che se lo “sgodazzi” alle Canarie dove, meschinello, si è autoesiliato. Terzo. Ha irriso alla fede dei lusitani, suoi compatrioti, che, secondo il costume educativo sceintesco, non l’hanno abbrustolito al rogo. Quarto. Usa il più grande rispetto per i seguaci di Maometto, ben sapendo che quelli l’avrebbero passato a fil di scimitarra. I musulmani, infatti, difficilmente permettono che chiunque manchi di rispetto a Maometto e al Corano.
200px-JosesaramagoJosè Saramago, Nobel per la letteratura 1978, non si è peritato di scrivere e dichiarare che il Dio della Bibbia ” è vendicativo, rancoroso, cattivo e indegno di fiducia”. Della Chiesa cattolica dice che “scatena nuovi odii alimentando rancore”. Non riporto tutte le altre bestialità che ha scritto nei suoi romanzi contro Cristo e la fede cattolica perché l’uomo non merita tanta pubblicità.
Credo di potermi permettere di dire che quest’uomo non sta bene di testa e di cuore, che della rivoluzione cristiana e di tutte quelle laiche avvenute in Europa e fuori non deve aver capito molto. Rieducarlo non ne vale la pena, data l’età, è del ’22. Per lui si può solo pregare e se qualcuno ci riesce potrebbe anche convincerlo a sottoporsi a visita psichiatrica, i soldi per pagarsela ce li ha. Mi auguro che cominci il pellegrinaggio internazionale di medici d’ogni specializzazione per permettergli di campare a lungo e con la testa a posto. Ora, anche indegnamente, posso pregare per lui. Fillu ‘e…

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