4 Novembre 2009 - Categoria: eventi culturali

La Nuova Europa laica avanza danzando

images-13I sette giudici autori della sentenza che impone di togliere il crocifisso dalle aule Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajo’ (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia), in pratica un belga, un italo-russo, notoriamente laico, un laico portoghese, una lituana ex comunista, un serbo ( ex comunista titino) un ungherese (altro ex comunista) un turco (laico o musulmano). Non poteva esserci una squadra migliore di giudici per remare contro l’uso secolare dei crocifissi nelle aule dell’Italia cattolica.

images-14Un manipolo di atei dell’Uaar (unione atei e agnostici razionalisti) in cui milita tanto l’illustre sedicente matematico Odifreddi e la Hac, astrofisica; un pugno di sedicenti intellettuali laici e veterocomunisti atei e materialisti; il quotidiano La Repubblica di proprietà dell’ebreo-laico De Benedetti e la TV7 a guida laico-ebraica di Gad Lener, esultano. Felici tutti che il simbolo del cristianesimo sia tolto dalle aule dove dai pargoli ai diciottenni si sentirebbero offesi dall’ingombrante presenza del crocifisso.

images-15Tutti hanno dimenticato la rivoluzione profonda del mondo operata dal Cristianesimo,altrimenti sarebbero stati ancora con l’anello al naso, tutti costoro in nome della tolleranza cominciano a diventare intolleranti della nostra cultura e della nostra fede.

Dopo la cacciata dei crocefissi non resta che abolire la famiglia come in Spagna per lasciare spazio ai coniugi omossessuli, introdurre l’eutanasia, permettere l’aborto fino al nono mese, liberalizzare la droga e istituire impiccatoi liberi, amplessi pubblici, nozze zoorastre e robette del genere. Ecco la morale che l’Olanda e il Belgio, non ultima la Francia, e tutto il Nord Europa ci vogliono regalare. Allora Pannella, Bonino & C. potranno morire in pace con discorso di commiato in cappella laica e sepoltura in cimiteri non odoranti di acqua santa.

Signori cristiani, eccovi serviti, ecco gli orizzonti che ci attendono da parte della Nuova Europa.

images-16Da parte dell’Islam ci attende un tale straordinario numero di moschee, possibilmente tali da fare ombra alle nostre chiese e cattedrali, e un ritorno indietro di cinque secoli: donne con burqua, infibulazione, ius necis per le figlie dai matrimoni promiscui, poligamia e studio attento del Corano in lingua araba. Infine, come ciliegie sulla torta, pagode buddiste, templi satanici con vittime vergini e quanto di meglio questa nascente cultura nichilista e senza valori, quest’individualismo folle, questi antistorici lubrichi, ci vogliono offrire.

images-17Già, dimenticavo, che cosa ci stanno a fare chiese e conventi. Li si trasformino in musei, al massimo, mozzando croci e campanili. Ecco la nuova europa, ecco la panacea, ecco il paradiso laico. Rallegrati Pannella, inizia la danza con la Hac bella! Con la Bonino ballerà Odifreddino!    A .T.

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1 Novembre 2009 - Categoria: eventi culturali

Novembre di Giovanni Pascoli a cura di Ange de Clermont

images-10Gemmea l’aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

e del prunalbo l’odorino amaro

senti nel cuore…

images-11Ma secco è il pruno e le stecchite piante

di nere trame segnano il sereno,

e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante

sembra il terreno.

Silenzio, intorno; solo, alle ventate

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cadere fragile. images-12E’ l’estate,

fredda, dei morti.

Questa poesia mi richiama alla mente nostalgie del passato. Ero in Piemonte la prima volta che l’ho studiata anche a memoria e avevo modo di notare quanto le parole del Pascoli s’inserissero in quel paesaggio alberato ormai spoglio. In quella tristezza padana visitavamo i cimiteri dove la gente si affaccendava a collocare i crisantemi sulle tombe dei defunti. Qualche raggio di sole poteva darti l’illusione della primavera, ma il freddo pungente ti toglieva ogni illusione. In quel contesto cresceva la nostalgia del mio paese lontano, oltre il mare, dove sul tumulo cimiteriale di mio padre non potevo posare un fiore, correvo poi con la fantasia al campo n. 5 del cimitero della città tomba 101 dove riposava mia madre e anche lì una tomba non visitata senza un fiore. Non capivo perfettamente che una preghiera di suffragio sarebbe stata di conforto per i miei genitori scomparsi prematuramente.  La lettura della poesia del Pascoli ancora oggi suscita in me questi ricordi e infonde nel mio cuore una sottile tristezza.  Mi porto da una vita questo vuoto incolmabile che i platani spogli del viale che tutti i giorni attraverso cercano invano di confortare. E in questa malinconia novembrina si adagia la mia anima di uomo dall’età ormai calante.

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31 Ottobre 2009 - Categoria: eventi culturali

La corrispondenza Manunta-Cherubini

images-9Un contributo di Giovanni Spano ha messo in luce la figura di Antonio Manunta. Detto contributo è pubblicato su accademia sarda, per cui chi vuole può andare a leggerselo. La novità di questo discorso sul Manunta è dovuto al lavoro di scavo che il prof. Fabio Pruneri continua a portare avanti sia negli archivi sardi come in quelli continentali.

images-7Vista l’amicizia che legava il Manunta al Cherubini il prof. Pruneri ha consultato l’Archivio di Brera di Milano dove giace il Fondo Cherubini, rintracciando finora una sessantina di lettere del Manunta. Lo stesso prof. Pruneri, associato all’Università di Sassari, mi ha dato l’opportunità di leggerne una ventina, 23 per l’esattezza: 6 del 1826, 3 del 1835, 3 del 1836, 1 del 1837,1 del 1839,1 del 1840, 3 del 1841, 2 del 1842. La mia lettura è stata rapida e rapide saranno le annotazioni, lasciando al professore gli adeguati approfondimenti.

images-7Ciò che mi ha colpito in quest’uomo è l’ansia che egli ha di adeguare l’insegnamento delle scuole normali, istituite da Carlo Felice e caldeggiate da Carlo Alberto, di insegnanti preparati altrimenti il balsamo di queste scuole popolari si trasformerà in veleno. Il suo punto di riferimento è Milano, da lui definita l’Atene d’Italia. Egli vuole che i testi degl’insegnanti siano quelli adottati a Milano, in primis la Metodica per i precettori e poi Letture per i fanciulli di campagna di ordina al Cherubini uno straordinario numero, pagando di tasca propria. Massima è la disistima che egli sente sia per il metodo seguito dagli Scolopi sia dai Gesuiti. Si può affermare che verso le scuole di questi benemeriti ordini religiosi egli nutra dei veri pregiudizi. Non pago di ordinare i libri tradotti dal tedesco dal Cherubini, direttore della scuola normale di Milano, vuole un maestro continentale che il Cherubini gli manda, ma il nostro, osservatolo, si accorge che costui si preoccupa di studiare tematiche cinesi e che sebbene conosca teoricamente il metodo non dimostra nessuna capacità didattica. Da ciò la sua insistenza per avere dei maestri preparati secondo la Metodica del Cherubini.  Spazio nelle lettere c’è anche per l’ospizio dei fanciulli, che dirige, che vuole addestrare non solo a leggere, scrivere e far di conto, ma anche nei lavori di campagna. Particolare preoccupazione ci sono anche per i nipotini che affida a precettori e che vanamente affida a quello inviatogli da Milano. Si tratta del nipotino Cherosu e dei nipotini Crispo Manunta: il cui esito degli studi è rintracciabile nelle lettere. Contemporaneamente a queste preoccupazioni il nostro si preoccupa d’inviare al Cherubini, pure filologo, componimenti poetici in sardo-logudorese e il vocabolario sardocampidanese del Porru. Amicizia proficua tra due appassionati patrioti nella linea dell’istruzione. Peccato che non siano state rintracciate ancora le lettere del Cherubini per avere una visione più chiara dell’amicizia tra due studiosi appassionati della crescita dell’istruzione della scuola popolare della loro rispettiva regione.

images-8Il collega Pruneri, in apposito convegno o pubblicazione avrà modo di illustrare a tutto tondo questa bella figura di sardo del primo Ottocento. Io penso che lo Spano, il Manunta, il Serra (questi ultimi due provenienti dalla collegiata di Osilo) meritino la giusta collocazione nella Sardegna dell’Ottocento, nonostante tutto, ancora così poco esplorata sul versante della pubblica istruzione.

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28 Ottobre 2009 - Categoria: versi in italiano

La presenza di Dio negli scrittori sacri di Ange de Clermont

imagesIn sul fare del mattino
ho riletto con piacere
uno studio sul divino
meditare, con dovere,

la presenza del Signore.

Nella pia meditazione
chi vuol stimolar l’Amore
in due modi si propone.

images-1C’è chi pensa a Dio infinito
all’essenza del Creatore
senza forma e senza ordito
come Oceano d’amore.

Senza volto e senza vesti
il Suo Spirito si espande
nell’intuito tu resti
ed affetti a Lui tu mande.

Circonfuso dall’Eterno,
assorto nell’Infinito,
sei rapito dall’interno
con il tuo pensare ardito.

images-2 Tu non senti tu non vedi
quasi resti senza soma
nella pura essenza siedi
come scrisse Santo Toma.

Nel suo spirito infinito

quasi Oceano di luce

tutto intero sei rapito

che lo meditare induce.

Il secondo atteggiamento
del tuo ardente meditare
è preso dal sentimento
e dalla vision del mare.

images-3Dio assume le sembianze
del suo Figlio prediletto
nelle varie circostanze.
Ora pensi al Pargoletto

che vagisce nella paglia,

ora pensi all’oliveto
dove giunse la sbirraglia
per rapirlo con dispetto

images-4 e portarlo ai sacerdoti
che decisero furenti
senza cuore senza voti
di rinviarlo ai potenti

perché fosse appeso in croce.
Ora pensi a Cristo apparso
e alla sua sonante voce
al gran Paolo di Tarso.

images-5Tanto il primo che il secondo
meditare dei buon novizi
hanno avuto spazio al mondo
per star lontani dai vizi.

Volge il tempo volge il mondo
I pensier volgon del sacro
Ciò che conta è che il profondo
Porti l’uomo al suo a lavacro.

Ange de Clermont

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26 Ottobre 2009 - Categoria: eventi culturali

Il premio nobel che sputa sulla Bibbia

250px-Voltaire_pantheonDi intolleranti bestemmiatori che hanno perduto il senso del rispetto e della misura per le idee degli altri ce ne sono tanti al mondo. I siti di bestemmiatori, bavosi  dissacratori, diffamatori della Chiesa Cattolica e dei Cristiani in genere non mancano. Ogni tipo di media è stato utilizzato per questa squallida operazione. I cristiani, divenuti tolleranti, lasciano che questi “lacché di Satana” (è il minimo che si possa dire) irridano ai loro valori senza batter ciglio. Molti pregano per la loro conversione, altri, a volte perdono la pazienza e ribattono colpo su colpo. Io, prima di pregare per questo poveraccio (non di soldi), vorrei fare qualche riflessione. Primo. L’uomo si è dichiarato ateo e non c’è da scagliarsi contro di lui per questo. La fede è un dono. Di certo anche lui col battesimo e con un’educazione cristiana l’avrà avuta e come tanti l’ha perduta per via. Secondo. L’uomo si è dichiarato comunista, ma non mi risulta che abbia distribuito in opere sociali l’immenso patrimonio che ha messo su. Pare che se lo “sgodazzi” alle Canarie dove, meschinello, si è autoesiliato. Terzo. Ha irriso alla fede dei lusitani, suoi compatrioti, che, secondo il costume educativo sceintesco, non l’hanno abbrustolito al rogo. Quarto. Usa il più grande rispetto per i seguaci di Maometto, ben sapendo che quelli l’avrebbero passato a fil di scimitarra. I musulmani, infatti, difficilmente permettono che chiunque manchi di rispetto a Maometto e al Corano.
200px-JosesaramagoJosè Saramago, Nobel per la letteratura 1978, non si è peritato di scrivere e dichiarare che il Dio della Bibbia ” è vendicativo, rancoroso, cattivo e indegno di fiducia”. Della Chiesa cattolica dice che “scatena nuovi odii alimentando rancore”. Non riporto tutte le altre bestialità che ha scritto nei suoi romanzi contro Cristo e la fede cattolica perché l’uomo non merita tanta pubblicità.
Credo di potermi permettere di dire che quest’uomo non sta bene di testa e di cuore, che della rivoluzione cristiana e di tutte quelle laiche avvenute in Europa e fuori non deve aver capito molto. Rieducarlo non ne vale la pena, data l’età, è del ’22. Per lui si può solo pregare e se qualcuno ci riesce potrebbe anche convincerlo a sottoporsi a visita psichiatrica, i soldi per pagarsela ce li ha. Mi auguro che cominci il pellegrinaggio internazionale di medici d’ogni specializzazione per permettergli di campare a lungo e con la testa a posto. Ora, anche indegnamente, posso pregare per lui. Fillu ‘e…

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25 Ottobre 2009 - Categoria: eventi culturali

Barbapapa impazza o impazzisce?

ScalfariBarbapapa ha raggiunto l’apice della megalomania. Fino ad oggi il noto canibarbuto esercitava la professione di giornalista, e dopo aver letto qualche bignamino, si passava pure da filosofo.

Tutti si chiedevano dove sarebbe andato a parare.
L’uomo è geniale, tuttavia, ha una certa età per cui molti pensavano che si sarebbe arenato lì: giornalista infarinato di filosofia come un pesce in padella, invece l’uomo, forse rotolato da letto più volte, improvvisamente, fedele al nomignolo impostogli da Craxi, una mattina al risveglio s’improvvisa teologo. Per quanto mi risulta bignami di teologia non ce ne sono in giro per cui è un mistero su come abbia digerito tanta teologia in così poco tempo. L’altra mattina, sputacchia uno dei suoi soliti fondi (sic) e sentenzia che Benedetto XVI “è un modesto teologo”.

imagesQualcuno gli ha chiesto chi gliel’avesse suggerito quel giudizio e lui senza scomporsi e tirandosi qualche pelo nero della barba pare abbia risposto: ” Ho partecipato ad una seduta spiritica e l’anima di Caracciolo, a domanda, ha risposto.” I suoi estimatori se lo sono guardato e qualcuno ha cominciato ad asciugarsi una lacrima. E’ evidente che l’uomo vaneggia. Ora i suoi collaboratori si aspettano che, in seguito a qualche altra caduta dal letto e conseguente seduta spiritica, non scriva un altro fondo per chiedere il premio Humbolt, dato qualche tempo fa al noto storico Paolo Prodi, anche lui “un modesto storico”. Non sarebbe il caso di sottoporlo ad una di quelle visite alle quali, il nostro canibarbuto giornalista infilosofato e inteologato, voleva sottoporre alcuni anni fa l’emerito Presidente della Repubblica Francesco Cossiga?

A. T.

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24 Ottobre 2009 - Categoria: recensioni

Glossario di Castello a cura di Paolo Amat di San Filippo

P. AMAT DI SAN FILIPPO,Il glossario di Castello,Trois & C.,1995 pp. 143.

images-3Paolo Amat, rovistando tra le carte del padre, dopo la sua morte, scoprì una cartella contenente un centinaio di foglietti manoscritti: si trattava di un cospicuo numero di vocaboli e modi di dire in sardo-campidanese, in uso presso gli abitanti di Castello.
images-2Questa raccolta lo stimolò ad arricchire i lemmi grazie ad una serie d’interviste di memoria orale al Prof. Luigi  Rogier al Conte  Edoardo de Magistris. Infine, lo stesso autore arricchì il glossario consultando la commedia di Cicitto Ballero Pes dal titolo Su Certu de is Narias (Cagliari,1910) . Da quest’impegno ne venne fuori il libretto lecui dimensioni ti permettono di metterlo in tasca e di portartelo dietro per leggerlo ovunque si voglia. La lettura dei vocaboli, per me che ho avuto sempre poca dimistichezza col campidanese, è stata piacevole, estremamente ricreativa e spassosa. La lettura dei lemmi è talvolta arricchita dai modi di dire: Acciuppai su pàni in sa bagna,Ghetta sa perda e accùa sa manu, S’aìna fai sa faìna, D’àppu connottu aràngiu ,  Seu arrosciu pudesciu, Arrogh’e merda, Su Visurrei baioccu e via leggendo.

Questi modi di dire vanno in un crescendo esilarante. Ci sarebbe quasi da fare una raccolta apposita per l’apprendimento de su casteddaju. Paolo Amat però ha composto anche Soprannomi ed epiteti  ingiuriosi di cui è difficile reperire copie mentre sarebbe interessante metterli a disposizione dei lettori.

images-1Questi lavori vanno ad arricchire la vasta pubblicistica delle opere in sardo campidanese che formano un patrimonio di pregio della nostra lingua nazionale e sarebbe imperdonabile non metterla a disposizione del pubblico sardo e forestiero.  Tanti anni fa scrivendo la premessa di Contosde s’antigu Casteddu (Chiaramonti) di un mio compaesano a questo proposito parlavo di lingua e civiltà. Dai lemmi e dai detti chi potrebbe negare la vivacità e la varietà di un mondo che tende ormai a scomparire, ma che è patrimonio e bene culturale che ci tramandarono gli avi nostri? Di questi due lavori sarebbe auspicabile una nuova edizione con la conseguente diffusione.

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22 Ottobre 2009 - Categoria: discipline scientifiche

Concorso di poesia “Sonos de logos”

COMUNE DI CODRONGIANOS
PROVINCIA DI SASSARI

Concorso di Poesia “Sonos de logos”
REGOLAMENTO
E’ indetto dall’Amministrazione Comunale il Premio di poesia “Sonos de logos” che si terrà nel Comune di Codrongianos (SS) .
Il concorso ha come scopo l’approfondimento e la promozione del centro storico di Codrongianos, dal punto di vista culturale e sociale. Obiettivo precipuo del Premio è la difesa e valorizzazione della lingua e cultura sarda, anche nelle espressioni letterarie delle sue varianti, in linea con gli intendimenti della Legge regionale 26/1997.
1) La partecipazione al concorso “Sonos de logos” è aperta a tutti i residenti in Sardegna e ai residenti dagli 8 ai 19 anni del paese di Codrongianos (Sezione Pizzinnos);
2) Il concorso si articola in 2 sezioni:
I – Sezione Pizzinnos, riservata esclusivamente ai residenti a Codrongianos, dagli 8 ai 19 anni di età;
II – Sezione, aperta a tutti i residenti in Sardegna, suddivisa in due sottosezioni:
a) Giovanes dedicata ai giovani dai 20 ai 49 anni di età;
b) Mannos dedicata agli adulti dai 50 anni in sù.
I partecipanti potranno candidarsi per una sola sezione, presentando un solo elaborato.
3) Il tema sarà Il centro storico del paese di Codrongianos.
Il soggetto sarà legato al centro storico del paese di Codrongianos, nelle varie accezioni possibili.
Sono in concorso le poesie in limba, in rima o verso libero, con ammissione per tutte le varianti, che non dovranno superare i 30 versi e dovranno essere accompagnate dalla versione in lingua italiana. Le poesie dovranno essere inviate con raccomandata A/R al seguente indirizzo:
Comune di Codrongianos, via Roma, 5, 07040 Codrongianos, Ufficio Cultura.
Sul plico dovrà essere indicata la seguente dicitura: “Premio di poesia Sonos de logos”.
4) Gli autori dovranno rigorosamente rispettare, pena l’esclusione, il tema indicato, presentando opere inedite. Ogni opera dovrà essere inviata in n° 5 (cinque) copie dattiloscritte o fotocopie leggibili, indicando nella busta esterna la sezione a cui si partecipa e firmate con uno pseudonimo. Il titolo dell’opera o lo pseudonimo, le generalità dell’autore, l’indirizzo, il suo numero di telefono e la e-mail, se disponibile, andranno riportati su un foglio che dovrà essere inserito in una busta sigillata e non trasparente, da includere nel plico da spedire.
Non è possibile partecipare con più di un elaborato. Farà fede la data del timbro postale.
5) La partecipazione al concorso è gratuita, non ci sono tasse d’iscrizione.
6) Le opere non saranno restituite ai partecipanti e resteranno al Comune di Codrongianos per fini culturali. Gli organizzatori del concorso non sono responsabili della distruzione o perdita delle opere che dovessero eventualmente verificarsi.
7) Con la partecipazione al concorso, gli autori accettano tutto ciò che è previsto nel presente regolamento e acconsentono alla pubblicazione delle opere sui siti Web, su pubblicazioni cartacee e digitali del Comune di Codrongianos, Provincia di Sassari e della Regione Autonoma della Sardegna, nonché all’esposizione delle suddette, rinunciando ad ogni remunerazione per il relativo diritto d’uso. Resta inteso che la paternità delle opere resta dei rispettivi autori, che verranno menzionati ad ogni pubblicazione delle opere.
8) Il mancato rispetto delle condizioni e dei termini fissati dal presente bando comporterà l’esclusione dal concorso.
9) Il concorso prevede la nomina di una Giuria ufficiale qualificata, composta da 5 membri, più un Presidente onorario senza diritto di voto. La Giuria avrà il compito di scegliere le opere vincitrici. Ciascun membro sarà chiamato a esprimere una sola preferenza per ciascuna sezione. L’ammissibilità delle opere al concorso, sarà sottoposta a giudizio insindacabile della Giuria, che valuterà tutte le opere, in base a pertinenza al tema del concorso, originalità, creatività e fantasia.
10) La Giuria proclamerà i vincitori del concorso dopo circa una settimana dalla chiusura dei termini.
11) I termini di scadenza dell’invio degli elaborati, sono fissati inderogabilmente al 09 novembre 2009. Le opere pervenute dopo tale data non verranno prese in considerazione.
12) Saranno riconosciuti vincitori del concorso i primi classificati ad ogni sezione. I premi sono così suddivisi:
a) Primo classificato I Sezione, Pizzinnos, riservata esclusivamente ai residenti a Codrongianos, dagli 8 ai 19 anni di età, 300 euro;
b) II – Sezione, aperta a tutti i residenti in Sardegna, suddivisa in due sottosezioni:
Primo classificato sottosezione Giovanes, dedicata ai giovani dai 20 ai 49 anni di età, 300 euro;
Primo classificato sottosezione Mannos dedicata agli adulti dai 50 agli 80 anni di età, 300 euro.
Ai primi cinque classificati, per ciascuna sezione in concorso, verrà consegnata una pergamena di partecipazione.
La proclamazione ufficiale dei vincitori e la consegna dei premi avverrà il 20 novembre 2009, nei locali del Centro di Aggregazione Sociale, alle ore 18.30.
I vincitori saranno avvisati per tempo, tramite comunicazione telefonica o scritta. L’assegnazione dei premi avverrà nella sede del Comune di Codrongianos. E’ gradita la presenza di tutti gli autori alla manifestazione di consegna, il mancato ritiro del premio entro 7 giorni dalla proclamazione dei vincitori sarà interpretato come rinunzia al premio.
Il bando di concorso è disponibile nel sito www.comunecodrongianos.it e presso la bacheca del comune di Codrongianos.
Info: anthemys@tiscali.it.

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