7 Settembre 2011
- Categoria:
storia
Quasi sicuramente i Sardi ebbero i loro primi contatti col popolo fenicio in Oriente, in occasione delle incursioni che essi fecero coi «Popoli del Mare», e precisamente sia in Fenicia, sia in Cipro, sia infine in Egitto, dove i Fenici erano di casa, dato che erano quasi sempre al servizio dei Faraoni. Quelle incursioni, infatti, che sono avvenute fra i secoli XIII e XII a. C., sono precedenti di circa due secoli ai primi approdi effettuati dai Fenici in Sardegna forse nel secolo XI a. C. È molto probabile dunque che siano stati i Nuragici a frequentare i Fenici nella Fenicia, assai prima che i Fenici frequentassero i Nuragici nella Sardegna. Da questa importante circostanza si debbono trarre due logiche e necessarie conseguenze:
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5 Settembre 2011
- Categoria:
cultura
Capita sovente che gli errori umani, le imprudenze, le guerre, le prove dell’esistenza, gli sconquassi atmosferici , i terremoti, i maremoti, le trombe d’aria, le valanghe, e quanto di peggio possa succedere su questa terra venga attribuita a Dio dai credenti e talvolta dai non credenti (che spesso dichiarano di non credere in un Dio assente dalle tragedie umane). I credenti non pensano più alla tragedia origine di tutte le tragedie: il peccato originale. L’ordine e l’armonia del mondo visibile è andato in frantumi quando l’uomo, creato da Dio, si è considerato un dio, ribellandosi a lui. Da lì per i credenti ha origine ogni sconvolgimento. Nonostante questa verità della fede si vorrebbe l’intervento di Dio per impedire le tragedie, punire i malvagi e raddrizzare i torti. Un mondo così concepito sarebbe più tragico del mondo attuale.
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Oggi si celebra la memoria di San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa, vissuto nel sesto secolo, in tempi difficili, erano gli anni delle cosiddette invasioni barbariche. Benedetto XVI più volte lo ha indicato come un esempio non solo per i pastori della Chiesa ma anche per gli amministratori pubblici, essendo stato funzionario imperiale prima di essere eletto Papa. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Benedetto XVI ricorda San Gregorio Magno come un uomo di grande integrità morale, sia da prefetto di Roma sia da Pontefice. Aveva lo spirito del monaco e rifuggiva ogni potere, ma tutti si fidavano di lui e lo onoravano con i più importanti incarichi sia da laico che da consacrato. Per lui l’autorità era puro servizio. E’ sua la definizione di Papa come “servo dei servi di Cristo”: considerava l’umiltà la virtù fondamentale di chi è posto a capo degli altri:
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Francesco Obinu
Siccome ti piace leggere… Frequentavo la scuola da circa un anno, quando un amico di famiglia mi regalò il libro Cuore. Sapeva, naturalmente, della mia precoce passione per lettere e numeri, che già da qualche tempo mi spingeva a prendere in mano qualunque cosa li riproducesse, dai libri e giornali che si tenevano in casa fino al calendario appeso in cucina, che tiravo giù dalla parete (questa cosa del calendario, che faceva sorridere mio padre, a mia madre proprio non piaceva, ma oggi la capisco, perché per prendere il calendario m’arrampicavo sul tavolo e perché, qualche volta, non mi limitavo a guardarlo il calendario, ma ci facevo sopra degli scarabocchi…).
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Massimo Pittau, I toponimi della Sardegna, II Sardegna Centrale, Edes, Sassari
Prefazione

Prof. Massimo Pittau
Da alcuni decenni è in atto in Sardegna una chiara e forte presa di coscienza di natura politica e culturale, messa in atto dai Sardi col preciso intento di recuperare e affermare la loro identità regionale ed anche nazionale. È una prova certa e chiara di questo importante evento il fatto che in Sardegna negli ultimi decenni si è avuta una produzione bibliografica a carattere regionale – storica, linguistica, artistica, etnografica – che non trova riscontro equivalente in nessun’altra regione italiana.
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Si è svolto nel consueto patio adiacente alla Chiesa della Madonna degli Angeli in Perfugas l’annunciato incontro per illlustrare la figura e l’opera del poeta Cavino Maria Cossiga (Chiaramonti 1879- Napoli 1957), autore della traduzione in sardo dei 25 sonetti di Cesare Pascarella, noto poeta romanesco, (raccolti sotto il titolo di Villa Gloria) e autore anche di Boghes de s’anima, dello stesso periodo. All’incontro come relatori ufficiali hanno partecipato Sandro Ruju, Mauro Maxia, Anna Cuomo e tra il pubblico Giovannino Soro e Angelino Tedde.
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La Chiesa ricorda Sant’Agostino. Padre Casciano: c’invita a cercare sempre la verità
Il 28 agosto del 430 moriva ad Ippona, in Algeria, il vescovo Agostino; oggi la Chiesa lo ricorda come padre e dottore della Chiesa. Tra i più grandi pensatori cristiani, Sant’Agostino ha scritto 93 trattati, circa 500 sermoni ed oltre 300 lettere. Assai note le Confessioni, opera tra le più lette al mondo, in cui il vescovo di Ippona si racconta come in un diario, ripercorrendo la sua adolescenza e il cammino che lo ha condotto a consacrarsi a Dio. Le spoglie di Sant’Agostino sono custodite a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove, dopo la visita del Papa, il 22 aprile del 2007, sono fiorite iniziative culturali e religiose divulgate sul sito . Ma che cosa apprende chi oggi si avvicina a Sant’Agostino? Tiziana Campisi lo ha chiesto al priore della comunità agostiniana di Pavia padre Giustino Casciano:
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L’Anglona, in questa bella Sardegna, sembra trasformarsi in Sodoma e Gomorra. Da Chiaramonti a Martis, da Nulvi a Laerru, da Sedini a Bulzi e a Perfugas c’è una frenesia di sagre pregne di afrori locali, di canti a tutta canna dei duole-Denanni e Maludrottu alla chitarra, altri forestieri, il top del jazz, incredibile, pure un rally.
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