25 Ottobre 2026
Categoria : letteratura sarda
“Sas Animas” de Anghelu de sa Niéra
“Sas animas” (o “Sas Animas de su Purgadoriu”) è un tema ricorrente e profondo negli scritti in lingua sarda di Anghelu de sa Niera (pseudonimo dello storico e scrittore Angelino Tedde, nativo di Chiaramonti). Le sue opere riflettono le antiche tradizioni dell’isola legate al culto dei morti, sospese tra il sacro, la devozione cristiana e le leggende popolari. [1, 2]
L’autore affronta questo tema principalmente attraverso due componimenti e racconti molto noti:
1. Il componimento “Benide a mandigare a domo mia”
In questa toccante poesia, Anghelu de sa Niera rievoca l’antica tradizione sarda della notte di Ognissanti (Su Mortu Mortu o Is Animeddas), in cui si lasciava la tavola apparecchiata per le anime dei defunti che tornavano a visitare i vivi. [1]
“Benide a mandigare a domo mia / animas chi gia m’azis ajuadu. / Bos siet sa banca aparitzada ebia / de ciciones de inu e de dulcadu…”
(Venite a mangiare a casa mia, anime che mi avete già aiutato. Trovate la tavola apparecchiata con gnocchetti, vino e dolci…) [1]
2. Il racconto “Sas Animas. Cabidulu IV: s’incontru cun tia Giosia”
In questo testo in prosa inserito nei suoi racconti tradizionali, il narratore descrive un’atmosfera notturna e quasi gotica in cui si reca al cimitero alle due del mattino. Davanti al cancello chiuso, recita la classica preghiera sarda per le anime del Purgatorio (“Animas santas de su Purgadoriu pregade pro a nois…”) prima di assistere all’apparizione mistica dello spirito di una sua ziaa morta prematuramente a 22 an (tia Giosia). [1]
I temi chiave dell’autore
- Il legame indissolubile tra vivi e morti: Le anime non sono entità spaventose, ma presenze familiari protettive a cui chiedere intercessione. [1, 2]
- La malinconia del tempo che passa: Come scrive nel testo dedicato a Sa die de sos mortos, la ricorrenza dei defunti in autunno porta a riflettere sulla brevità della vita. [1]
- La lingua logudorese: L’uso del sardo descrive con precisione millimetrica i rituali comunitari del paese, conservando la memoria storica locale. [1, 2]
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