Fugit irreparabile tempus: dieci anni dall’apertura di accademiasarda.it e un anno dalla scomparsa di Frodo, un cihuahua intelligentissimo

In quest’inizio d’autunno nella malinconia della stagione non posso dimenticare che il 4 ottobre cade l’anniversario della scomparsa di Frodo, il mio amato chihuahua, bellissimo, intelligente e parlante quasi come un bimbo. Una macchina l’ha travolto e ucciso causando in me e in mia moglie e nei figli un dolore lancinante. Sono accorsi tutti e, dopo averlo pietosamente avvolto nei suoi plaid prediletti. lo abbiamo sepolto sotto il grande corbezzolo di fronte alla nostra casa dove già era sepolto da 4 anni il felino nero e caro Pallino.

I nostri due amici animali che vogliamo credere vivano beati nell’Eden venturo. I quattro gatti selvatici che sono man mano arrivati non hanno di certo sostituito l’amore per i primi due né colmano il dolore per la loro perdita. Li nutriamo, li osserviamo, ci fanno battere il cuore d’affetto, ma mai come i primi due che abbiamo perso. Non avrei mai creduto d’affezionarmi così tanto a dei piccoli animali, ma questo è avvenuto con grande gioia del cuore con la stessa per cui abbiamo pianto alla loro scomparsa.

Sei anni dopo il grande impegno profuso nel blog accademiasarda di storia di cultura di lingua (8 ottobre 2008) non avrei mai immaginato che una mattina mi sarei svegliato e constatare che era scomparso. Telefonai agli amici più cari annunciando questa scomparsa e piansi non poco anche per la presunta morte del mio blog. Si era rotto il disco del server di residenza sarda, ma tutti gli amici informatici mi assicurarono di non preoccuparmi che l’avrebbero fatto risorgere intatto. Dopo tre mesi di attese e sospiri finalmente il blog è tornato. Aruba.it il server remoto lo aveva registrato come di consueto e così a parte tre o quarto articoli, tra cui due capitoli di un romanzo, decisamente perduti, il blog è risorto.  Queste tragedie informatiche seguivano alla perdita di ben dieci mila email spedite e ricevute dal 1982 per la distrazione di alcuni tecnici. Fatto sta che dopo la ricostituzione del blog  considerato che avrei potuto perderlo, persi vigore ed entusiasmo anche per esso. Per tanto tempo pensai che forse poteva essere un preavviso per la mia fine, avevo allora 77 anni, invece grazie al Cielo, mancano tre mesi al compianto degli 82 anni. L’entusiasmo si smorzò ulteriormente quando alcuni anni fa scomparve pure il vivistats che mi segnalava quotidianamente oltre al numero delle visite anche la provenienza di ogni visitatore. Il morale ha toccato terra. La passione si è smorzata mentre gli anni passano. Alcuni amici sono scomparsi, altri ci hanno lasciato. Alcuni giovani hanno contribuito a ravvivarlo, ma il tempo vola e da un giorno all’altro potrei scomparire anch’io e con me sicuramente il blog né voglio preoccuparmi del futuro perché, una volta scomparsi, non abbiamo né diritto e tanto meno opportunità di disporre delle nostre cose che abbiamo avuto a disposizione nel corso della nostra esistenza. Non voglio dare i numeri oggi, a 5 giorni dal decimo anniversario, lo farò in altro momento, Debbo solo dire che mano mano vado staccandomi dai libri che pure numerosi stanno alle mie spalle, da alcuni giochi dell’infanzia e ovviamente da tutto quello che ho prodotto da che nel 1982, esattamente 36 anni fa, stimolato dalla carissima collaboratrice Lidia e dall’attuale consorte Sergio, acquistai il primo Apple. Avevo 45 anni. Ebbe inizio allora la mia relazione con la scrittura informatica e diedi l’addio deciso alle Olivetti di vario genere. Non tutti i miei colleghi fecero il passo e restarono fino alla morte con la loro Olivetti 32. Diciamo allora che sono rimasti alla zappa rispetto a quelli che hanno cominciato ad usare il trattore in campo agricolo. I miei Apple possono costituire i primi 8 pezzi di un museo informatico, mentre io più che in un museo finirò nella mia tomba in attesa che squilli la risurrezione dei dormienti nel nostro silente camposanto sulla collina del Carmelo, all’ombra dei cipressi.

 

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