“Pattada: un Cardinale meritato per un paese che ha dato alla diocesi e alla chiesa, nel corso della storia, vescovi e sacerdoti” a cura di Angelino Tedde

In occasione del convegno internazionale di studi (Alghero 30 ottobre -2 novembre 1990) sulle Università Minori in Europa (secoli XV-XIX)  a cura di Gian Paolo Brizzi e Jaques Verger, presentai il mio contributo  dal titolo Gli studenti della Facoltà di Teologia dell’Università di Sassari (1766-1873) pubblicato con gli atti del convegno da Rubbettino, Cosenza 1998, pp. 897-909.
Con quella ricerca, corredata di numerosi diagrammi e dati statistici, rilevai che molti studenti universitari provenivano dalla diocesi di Ozieri, che aveva arruolato un buon numero di chierici studenti. Immediatamente dopo la sede della diocesi, per numero di graduati, veniva Pattada nei secoli presi in esame. Indagai se per caso vi fosse una collegiata, ma presi atto che non esisteva nel paese nessuna collegiata per giustificare il gran numero di graduati in Teologia. Parlandone con  un esperto di storia della Chiesa mi disse che nel paese di pastori e commercianti di bestiame era uso avviare un figlio verso la carriera ecclesiastica.
Non rimasi soddisfatto della riposta, ma comunque dovetti prendere atto che Pattada brillava per numero di chierici eccetto Ozieri che ne contava un numero maggiore e che del resto ha avuto il suo cardinale, ma come sede di diocesi aveva anche una collegiata di canonici, vera corte operativa e consultiva della diocesi. Fatto sta che osservando la tabella dei graduati in Teologia presso l’Università di Sassari, Ozieri, dopo la diocesi di Sassari, risulta seconda per numero di graduati: Sassari con 337, ed è ovvio perché sede dell’Ateneo, Ozieri con 100 graduati (21 bacellieri, 1 licenziato privato e 5 licenziati pubblici, 1 laureato privato e 77 laureati pubblici). Eccettuata la diocesi di Sassari, le altre diocesi settentrionali Alghero, Bosa, Nuoro (non parliamo dei poco significativi graduati delle diocesi centro-meridionali i cui chierici preferivano a Sassari la Facoltà di Teologia dell’Università di Cagliari.
Osservando inoltre la tabella per paese della diocesi di Ozieri, la sede vescovile con collegiata conta  47  graduati su 100, circa il 47% per cento, gli altri centri  numeri poco significativi, Pattada 20 graduati, vale a dire il 20% di tutti i graduati della diocesi, paese, lo ripete senza collegiata che avrebbe potuto significare ruoli e prebende garantite.
Emerge chiaramente “la vocazione ecclesiastica” del paese per il periodo preso in esame che è quello che va dalla Riforma Bogino dell’Università di Sassari al 1873, anno della complice (Chiesa e Stato) chiusura presso le università italiane della Facoltà di Teologia. Si tenga presente che tra i licenziati e i graduati dell’Università di Sassari parecchi divennero vescovi e prelati locali, ma anche a Roma. Tra i vescovi insigni c’è da menzionare l’attivissimo e riformatore della diocesi Ampurias – Tempio il dottore in Teologia, già professore della Facoltà turritana, Filippo Campus Chessa (Pattada 13 gennaio 1817-Tempio Pausania 21 marzo 1887),  su cui la dott. ssa Giuliana Posadinu di Nulvi ha steso la sua tesi di laurea con lo scrivente e di cui si traccia una biografia nel Dizionario dei Vescovi Sardi. La sua tomba monumentale a Pattada fu realizzata dal Michelangelo dei morti, Giuseppe Sartorio.

Ora a distanza di tempo, il Papa Francesco, nomina Cardinale mons. Angelo Giovanni Becciu, nato a Pattada 70 anni fa, della diocesi di Ozieri, già con una carriere di Nunzio Apostolico in Angola e a Cuba, ora sostituto della Segreteria di Stato Vaticana, vale a dire Vice Ministro degli Esteri.

Tutto sommato, guardando alla storia, bisogna dire che Pattada, una cittadina del Monteacuto, con oltre tremila abitanti,  stazione climatica a 828 metri sul livello del mare, ha meritato davvero che un suo figlio raggiungesse il vertice  della Chiesa cattolica.

 

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