Categoria : memoria e storia

“Giovanni Matteo Tedde (1873-1927) da contadino a Regia Guardia di Finanza” di Angelino Tedde

Secondo la stilista chiaramontese Iolanda Denanni:
L’abito che indossa  è un gessato ed è confezionato a mano.Il periodo è degli ultimi dell’ottocento metà novecento. Lo stile era quello. Ne ha confezionati diversi anche mamma (Zuzza Spanu). Lei si era specializzata anche sugli abiti moderni, aveva conseguito il diploma di sarta a Genova.Tuo nonno quando è partito di certo non aveva quell’abito essendo più o meno del periodo di mio nonno Gavino Denanni:il classico abito di allora nei nostri paesi era pantaloni di fustagno o panno, camicia bianca gilet o panciotto di panno, giacca sempre di panno o di velluto e su bonette.Può darsi che tuo nonno vestisse ancora il classico costume in orbace e l’abbia smesso proprio quando è partito. Io mio nonno in costume non l’ho conosciuto.C’è da dire che i signorotti del periodo di tuo nonno vestivano con gli abiti così detti moderni. Vedi le foto dei Falchi.”
Dopo la presentazione dell’abito della fotografia di nonno cerchiamo di percorrere la sua vicenda umana dalla nascita alla morte.

Gli avi di nonno

Mi  pare necessario, prima di stilare il breve profilo di mio nonno Giovanni Matteo Tedde, noto Matteo, accennare brevemente ai suoi avi.
Il  bisnonno Matteo Tedde Pinna, nato nel 1756 e morto nel 1819, aveva sposato il 16 settembre del 1784, dunque a 28 anni, Domenica Cossiga dalla quale ebbe 8 figli di cui 3 femmine (Anna (26.10.1784) da questa nascita si rileva che  sposò la moglie in chiesa all’ottavo mese anche se probabilmente si era sposato prima in Comune, dal momento che allora ci si doveva sposare sia in chiesa sia in comune separatamente. Maria Pietruccia nacque nel 1787; Giovanna Vincenza nel 1789: seguirono i maschi Giovanni Antonio nel 1792; Antonio Michele nel 1795; Lorenzo Alfonso nel 1800; Giovanni Andrea nel 1804. Non curandoci ovviamente degli altri sette tra figlie e figli, che diedero vita ad altre famiglie, ci occupiamo di quest’ultimo che fu il nonno di Giovanni Matteo.
Da notare che quest’avo mise su famiglia nel periodo appena precedente alla rivoluzione francese, durante e subito dopo, quando Napoleone divenne Imperatore dei Francesi. Da rimarcare anche che nel  1792-94 ci fu la “sarda rivoluzione.” In paese all’epoca ci furono dei sussulti e nulla più a voler seguire le annotazioni annalistiche di Giorgio Falchi.

Giovanni Andrea (1804) si sposò con Chiara Giovanna Maria Cossu dalla quale in prime nozze  ebbe  Matteo il 21 agosto 1829, ormai in piena Restaurazione e alla vigilia dei moti liberali.
Caterina Georgia senior nacque il 22 settembre 1831, Alfonso  il 20 settembre 1834, Caterina junior   il 9 settembre 1835 e morì  il 15 dello stesso mese; Maria nacque il 9 febbraio 1837; Pietro Antonio il 7 gennaio 1840 e altri quattro figli dalle seconde nozze con  Gavina Lucia Rebbecchesu Canu di Ploaghe, figli che ai nostri fini non interessano. C’interessa invece  Pietro Antonio, noto Antonio, che fu padre di Giovanni Matteo, noto Matteo.
Giovanni Matteo Tedde fu denunciato presso il Municipio di Chiaramonti, essendo sindaco Giorgio Falchi. Ecco alcune tracce dell’ estratto  di nascita:

L’anno Mille ottocento settantacinque addì cinque agosto a ore pomeridiane sei e minuti cinquantacinque nella casa comunale Avanti a me Falchi Madau avvocato Giorgio Sindaco ed Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Chiaramonti, è comparso Tedde Antonio, d’anni trentacinque, agricoltore, domiciliato in Chiaramonti, il quale mi ha dichiarato che alle ore antimeridiane due e minuti cinque, del dì tre del corrente mese, nella casa posta in via Grande, al numero 187, da Malta Mudadu Filomena, sua moglie, donna di casa, e seco lui convivente, è nato un bambino di sesso maschile che egli mi presenta, e a cui dà il nome di Giovanni Matteo”.
Colorita  questa prima “presentada” del bimbo nel Comune di Piatta, forse appena ultimato a piano terra.

In breve, Giovanni Matteo nasce da Filomena Malta-Mudadu e da Antonio che aveva 35 anni, in Chiaramonti, Via Grande 187 alle due e cinque minuti di notte.
 Essendo Antonio analfabeta chiamò come testi il sacerdote Antonio Satta, sacerdote diocesano e il frate Antonio Maria Moretti, sicuramente frate carmelitano, perché residente in Chiaramonti.
L’estratto viene rilasciato per l’arruolamento di Giovanni Matteo tra le Regie Guardie di Finanza. (Estratto dal Registro degli atti di nascita del 1875 Atto N° 43).
Nonno Giovanni Matteo si era presentato alla visita di leva l’anno prima, ma per deficienza di statura non era stato accettato come soldato di leva. Nel Regno d’italia in seguito fu approvata la legge in forza della quale la statura minima per essere arruolati era stata portata a 1,5o che era la statura dell’allora Principe Re Vittorio Emanuele III, figlio di Umberto I.
Questa Legge del Regno permise a mio nonno che era alto 1,56 e mezzo, di poter presentare la domanda di arruolamento tra le Regie Guardie di Finanza che allora facevano parte dell’esercito.
Dal foglio matricolare oltre alla statura apprendiamo che nonno Giovanni Matteo era di colorito bruno, aveva capelli neri e lisci, occhi castani e dentatura sana, varicellato (segni particolari), infine, sa leggere e scrivere. Di professione contadino dal che si suppone che aiutasse il padre nel lavoro dei campi, forse presso  i Grixoni ai quali il padre era molto legato non solo da comparatico, (il dott. nobile  Francesco e la moglie Vittoria Falchi Madau erano suoi padrini di Battesimo), ma forse anche da parentela, avendo sposato Digna Grixoni un certo Matteo Luigi Tedde-Sanna.
 Il dott. Gavino Grixoni mi raccontava che tutte le volte che nonno Antonio (mio bisnonno) passava davanti alla loro abitazione, si toglieva comunque il cappello in segno di rispetto al compare e alla comare di olio santo. Da ciò ho potuto arguire che la nostra casa avita era quella di Via Garibaldi 17, all’epoca via Grande 187. Altra casa nella stessa via figura di proprietà di nonno e fu ereditata dalla figlia Maria. Che si sposò a Nulvi con Giovanni Pasadinu, soprannominato Beccu che sposandolo, assunse pure il cognome e il soprannome, per cui per Chiaramonti figurava Maria Tebacchéra e per i nulvesi Maria Beccu.

La visita per l’arruolamento tra le Regie Guardie di Finanza fu particolarmente complessa.
Nel fascicolo depositato presso l’Archivio di Stato di Cagliari risulta il certificato penale, da cui si rileva che nessun cartellino risulta a carico dell’arruolando. Inoltre;
Il sottoscritto Comandante la Tenenza suddetta, dichiara essere risultato dalle informazioni assunte che, l’individuo contro nominato è di buona condotta morale e politica, ed inoltre:a) non ha lasciato il servizio militare, quello della Guardia di Finanza o di altri Corpi armati, per espulsione o per rifiuto di rafferma;b) non è imputato di reati e non è stato iscritto, per punizione, ad un corpo disciplinare;c) è laborioso e non ozioso e, vagabondo; d) non è dedito a vizi degradanti e serba in tutto regolare condotta;e) non è affetto da epilessia o da altre malattie congeneri;f) non ha dato indizi di malattie mentali, e non appartiene a famiglia nella quale siano frequenti i casi di pazzia o di altri simili infermità. Il comandante Turtilli.”
Infine dalla visita medica emerge che
Sottoposto a visita il nominato Tedde Giovanni Matteo di Antonio e di Malta Filomena nato a Chiaramonti è stato riconosciuto dalla periferica toracica di m. o, 80/2, della statura di m. 1,56/2 ed è stato dichiarato abile al servizio perché esente, da imperfezioni fisiche intellettualmente idoneo, di buona vista , robusto e idoneo alle lunghe marce anche in montagna. L’ufficiale Medico Urso Luigi.”
Ed infine, ecco il verbale  di arruolamento:

Atto di arruolamento e di riammissione di Tedde Giovanni Matteo.
L’anno milleottocentonovantaquattro del mese di novembre in Sassari si è presentato avanti alla commissione di arruolamento di Sassari il nominato Tedde Giovanni Matteo, figlio di Antonio e di Malta Filomena, nato il 2 agosto 1875 a Chiaramonti circondario di Sassari domiciliato a Chiaramonti, il quale ha fatto istanza di essere ammesso all’arruolamento nella R. Guardia di Finanza. Espressamente richiesto ed interpellato, ha dichiarato di confermare tutto quanto risulta dai documenti da esso prodotti e dalle dichiarazioni fatte giuste le vigenti disposizioni.Riconosciuta la regolarità e validità e dei sopra accennati documenti e sottoposto il predetto Tedde Giovanni alla visita ed esperimenti per accertare la sua idoneità al servizio nell’anzi detto Corpo, col risultato indicato nella unita dichiarazione, mod. n.° 4, la  commissione in virtù della facoltà attribuitagli dall’articolo 24 del regolamento lo ammette all’arruolamento per anni cinque.
Tedde Giovanni Matteo fatto conscio delle pene comminate per disertori e per coloro che contravengono alle leggi della fedeltà e dell’onore si impegna a servire nel Corpo della Guardia di Finanza per cinque anni e presta il seguente giuramento:

“Io Tedde Giovanni Matteo giuro di essere fedele al Re e ai suoi Reali successori, di osservare lealmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, e di adempiere tutti i doveri del mio Stato al solo scopo del bene inseparabile del Re e della patria.Dichiaro io qui sottoscritto che i documenti presentati per ottenere l’arruolamento nel corpo delle Guardie di Finanza mi riguardano personalmente ed esclusivamente che non fui mai espulso dal gruppo suddetto né da altri corpi armati dello Stato e che non fui mai sottoposto a giudizio per reati di qualsiasi specie e gravità. Mi dichiaro pure edotto che ove tentassi in qualunque modo di carpire l’arruolamento nelle Guardie di Finanza se riuscissi nel mio intento, incorrerei nella pena della retrocessione, o nella incorporazione nella compagnia di disciplina o nella espulsione  dal Corpo. Sentita la lettura del presente atto, vi si è sottoscritto insieme al Presidente della Commissione R. Cutolo. Firma dell’arruolato Giovanni Matteo Tedde”
..

Nonno aveva 22 anni e alla fine di novembre 1897 parte per la scuola di formazione della Regia Guardia di Finanza a Maddaloni in Provincia di Caserta. Dopo sei mesi, nel 1898, viene trasferito a Varese, dove dopo un anno, a quel che mi disse mio zio, avendo dato del “porco” davanti ad altri commilitoni ad un superiore, fu trasferito a Roma nella Legione di Punizione della Guardia di Finanza. Sul foglio matricolare è scritto per “grave mancanza con scandalo”. Da Roma fu poi trasferito a Tolmezzo nel Friuli Venezia Giulia,  e alla fine del 1900, avendo completato gli anni di ferma fu congedato con la qualifica di Buona Condotta.
Giunse a Chiaramonti ai primi di dicembre e così il 30 dicembre 1900, prima che morisse l’anno del Giubileo, contrasse matrimonio con nonna Chiara Soddu, nata a Chiaramonti nel 1873, due anni più anziana di nonno Giovanni Matteo. La primogenita venne al mondo nel mese di settembre , a nove mesi dal matrimonio.
Non posso esimermi dal fare alcune osservazioni. Non ci sono segreti da nascondere nei documenti consultati, certo è che se fu congedato con buona condotta, probabilmente il capitano al quale diede del “porco” aveva agito scorrettamente, altrimenti non si giustifica la “buona condotta”. Mi chiedo anche perché questi documenti ho potuti averli dagli archivi di Stato e non dal Comune al punto da farmi pensare che la burocrazia con la scusa della privacy rende inservibile per la storia l’ anagrafe dei nostri antenati. Infine, senza merito, mi compiaccio che mio nonno sapesse leggere e scrivere correttamente anche se debbo rimarcare che, essendo morto precocemente il fratello primogenito omonimo, era rimasto figlio unico e nonostante le varie dichiarazioni di povertà per gli sconti nei viaggi, risulta dagli atti che l’ettaro di vigna di Bidda Noa era di bisnonna Filomena Malta. Sia dalle mappe del catasto sia dagli atti notarili oltre che dalle fonti ecclesiastiche potrei raccogliere tanti altri elementi. Ma ne vale la pena? I discendenti sono interessati a queste notizie? Per certi versi penso di si, intanto perché stranamente con l’emigrazione quasi tutti i figli e le figlie di zio Giovanni Andrea son finiti a Varese ed io stesso ho respirato durante i tre anni liceali l’aria di Maddaloni che non dista molto da Aversa. In quella cittadina campana nonno si era preparato  per sei mesi per diventare  finanziere regio ed io per gli esami di maturità classica. Coincidenze davvero curiose, Il mondo  è piccolo e, a volte la storia si ripete. Circa l’osservazione della stilista posso confermare che, tolta nonna Soddu, che appare in costume quotidiano e le due figlie Filomena e Maria che vestono in costume novecentesco, anch’io di nonno in costume sardo non ho conosciuto alcuna foto di famiglia
( I continua)

LASCIA UN COMMENTO

RSS Sottoscrivi.