Un attacco criminale quanto misterioso al nostro server , e quindi, al nostro blog di Angelino Tedde

 Universitari Medievali copiaDopo aver festeggiato con immenso piacere il sesto anno dall’inizio della comparsa di questo nostro blog di accademia sarda di storia di cultura e di lingua (8 ottobre 2008-7 ottobre 2014), esattamente il giorno dopo, un hacker ha distrutto quanto nel corso di 2190 giorni, circa 312 settimane abbiamo costruito per l’interesse dei visitatori italiani ed esteri (128 mila visite, circa 250 mila visitatori) di cui il 20% stranieri e l’80% italiani.
Inutile ripetere quanto Ange de Clermont ha scritto sulle pene del vecchio blogger.
Il nostro bravo gestore del server, per nostra fortuna, aveva preso delle precauzione, salvando periodicamente, i testi dei contributi dei nostri numerosi collaboratori dall’Italia e dall’estero, pertanto sono rimasti bruciati soltanto sette articoli, dei quali cinque recuperabili, due perduti per sempre. I due perduti esponevano, il primo, i dati e le rifelssioni sull’andamento del blog nel corsoo dei 6 anni, l’altro commemorava la nostra cara collega, all’Università degli Studi di Sassari,  antropologa cultura Gabriella Mondardini, memoria che  che dovremo rifare in occasione del primo anniversario dalla morte.

Può darsi che qualcosa si recuperi delle circa due mila fotografie, ma temo che la maggior parte siano inesorabilmente perdute.
Il nostro caro Battista Simula, informatico silenzioso e laborioso, è stato quello più danneggiato, ma grazie al suo impegno serio, sta ponendo riparo per quanto è possibile al grav e danno procurato dal criminale hacker, in italiano, pirata.
Qualcuno dirà che forse apparteniamo ad un provider di poco conto, in realtà si tratta di uno dei più grossi provider che esista in Europa. Da questi attacchi tuttavia non ci sono precauzioni e difese, basti pensare agli hacker del Pentagono e a quelli che hanno violato banche dati ben più prestigiose delle nostre.
Pazienza, dobbiamo dire: le cose del mondo come le opere e i giorni degli uomini, come il ciclo della vita e del tempo hanno una fine. Tutto è caduco in questo mondo e per quanto esistano milioni di “pidocchi alzati” che si affidano all’eternità presunta, ma non ancora raggiunta da nessun essere vivente, la realtà è ben diversa come sostiene Ugo Foscolo nella sua composizione poeti i Sepolcri
“Vero è ben, Pindemonte! Anche la Speme,
ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve
tutte cose l’obblio nella sua notte;
e una forza operosa le affatica
di moto in moto; e l’uomo e le sue tombe
e l’estreme sembianze e le reliquie
della terra e del ciel traveste il tempo.”

Noi crediamo nella caducità delle cose umane, ma crediamo, in sintonia con l’autore biblico nelle realtà eterne.

“Poi vidi una nuova terra (senza mari) e un nuovo cielo, perché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi. io, Giovanni, vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da parte di Dio: splendente, bella come una sposa alle sue nozze.
E udii una voce proveniente dal trono che diceva: « Ecco, ora la casa di Dio è fra gli uomini. Egli vivrà con loro ed essi saranno il suo popolo; sì, Dio stesso sarà fra loro.  Egli asciugherà tutte le lacrime dai loro occhi e non ci sarà più morte, né lutto, né lamento, né dolore, perché tutte le cose di prima sono scomparse! ”
Tutte le cose scritte con le migliori intenzioni ce le ritroveremo come meriti per il nostro impegno culturale verso il prossimo  e non ci saranno satanassi travestiti da hacker che potranno distruggerli.
Intanto ci affidiamo totalmente al Cielo per il futuro del nostro amato blog, ritracciabile cliccando accademia sarda.it. Abbiamo voluto spersonalizzarlo perché il blog è di tutti coloro che vogliono scriverci e di coloro che vogliono leggerlo.
Un ringraziamento sincero e caloroso agli amici che ci hanno sorretto in questi giorni di sconforto, in particolare, Carlo Leonardo Moretti, Gian Paolo Brizzi,  i miei figli Matteo, Emma Linda, Marco e il carissimo Battista Simula. Un grazie anche agli amici collaboratori e di facebook  Maria Teresa Inzaina, Mario Unali, Caterina Sidoni, Francesca Gelsomino e lo scultore Mario Nieddu.

 

 

 

 

 

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