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“L’eroe Giovanni Gavino Tolis di Chiaramonti di Gerardo Severino” a cura di Angelino Tedde

Gearardo Severino, Il contrabbandiere di uomini. Storia del finanziere Giovanni Gavino Tolis, un eroe al servizio dell’umanità (1919-1944), Carlo Delfino Editore, Sassari 2012, pp.168 €. 20

Lo storico Gerardo Severino

Lo storico Gerardo Severino

L’autore di questo libro è il Capitano della Guardia di Finanza Gerardo SEVERINO, nato a Castellabate (Salerno) il 26 ottobre del 1961. “Arruolatosi nel Corpo della Guardia di Finanza il 1° ottobre del 1981, vi ha percorso una brillante carriera operativa che, fra l’altro, lo ha visto impegnato anche presso il Tribunale di Palermo alle dirette dipendenze del compianto Giudice Giovanni Falcone. Promosso ufficiale per meriti eccezionali nel 2003, dopo aver prestato lungamente servizio presso il Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata (GICO) di Roma, è stato posto alla direzione del Museo Storico del Corpo, nonché a capo di due Sezioni dell’Ufficio Storico del Comando Generale della Guardia di Finanza. Il Capitano SEVERINO è autore di numerosi libri, saggi ed articoli di storia militare e locale, molti dei quali pubblicati dalle principali riviste italiane ed internazionali. Fra le più importanti pubblicazioni si annoverano una storia della lotta al brigantaggio post unitario, il libro “Gli aiuti ai profughi ebrei ed ai perseguitati: il ruolo della Guardia di Finanza”, un libro dedicato ai primi cento anni di vita del Comando Generale della Guardia di Finanza, una “Storia dei Baschi Verdi” ed il recentissimo “Dalla Vetta d’Italia all’abisso di Auschwitz. Storia di Elia Levi, un finanziere vittima della Shoah”, varie biografie di eroi del Corpo, nonché un Albo d’Oro dei caduti e dei decorati di Castellabate, suo paese di nascita. Notevole è, poi, la sua competenza nell’ambito delle ricerche storiche necessarie per avviare l’iter di conferimento di importanti ricompense civili o militari alla Bandiera di Guerra del Corpo, ovvero ai singoli militari. In tale ambito, varie sono state, infatti, le proposte che portano la sua firma. Anche grazie alla sua attività sono stati recentemente ricordate le centinaia di Fiamme Gialle cadute in Istria e Dalmazia, spesso vittime delle foibe, molte delle quali di origini sarde. Per l’eccezionale contributo offerto al panorama culturale italiano, soprattutto nell’ambito del servizio svolto presso il Museo della Guardia di Finanza sin dal 1994, nel febbraio 2000 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi della Medaglia d’Argento dei Benemeriti della Scuola della Cultura e dell’Arte, su proposta del Ministro per i Beni e le Attività Culturali. E’ anche insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Per gli stessi motivi gli sono state conferite, da alcuni Stati Esteri, altre prestigiose onorificenze, come nel caso dell’Ordre du Merite Culturel conferitogli dal Principe Ranieri III di Monaco. Attualmente ricopre anche l’incarico di Direttore del “Nucleo di Ricerca” al quale il Comandante Generale della Guardia di Finanza ha affidato il compito di ricostruire le azioni umanitarie delle quali si resero protagonisti i finanzieri in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati dal nazi-fascismo dopo l’8settembre 1943. Il “Nucleo di Ricerca”, oltre ad una Medaglia d’Oro al Merito Civile concessa alla Bandiera di Guerra della Guardia di Finanza ha ottenuto altre otto Medaglie d’Oro al Merito Civile, una di bronzo ed una d’Oro della Fondazione Carnegie per gli atti di eroismo, nonché cinque Medaglie di “Giusti fra le Nazioni”, concesse tutte alla memoria di militari del Corpo che si sono distinti in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati dal nazifascismo, alcuni dei quali caduti nei campi di sterminio tedeschi, o fucilati, come nel caso dei finanzieri sardi Salvatore CORRIAS e Giovanni Gavino TOLIS, nati rispettivamente a San Nicolò Gerrei (Cagliari) e Chiaramonti (Sassari), ai quali il Cap. SEVERINO ha fatto concedere importantissime decorazioni e reso grandissimo merito1. In particolare, al finanziere CORRIAS è stata concessa la Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria”, da parte del Presidente della Repubblica Italiana e l’ancor più prestigiosa onorificenza dello Stato d’Israele di “Giusto tra le Nazioni”, una delle più importanti ricompense esistenti al mondo. Non solo, ma sempre su iniziativa del Cap. SEVERINO, al CORRIAS è stato dedicato il libro “Un anno sul monte Bisbino. Salvatore Corrias, un finanziere nel giardino dei giusti”, che ha consentito di far conoscere l’eroe a livello internazionale, tanto che il libro è stato esposto nella prestigiosa biblioteca del Museo dello Yad Vashem a Gerusalemme. Analogamente gli è stata intitolata la caserma sede del Comando Reparto Tecnico Logistico Amministrativo della Guardia di Finanza di Cagliari ed un Guardacoste del Servizio Navale del Corpo stesso. Anche al sacrificio del finanziere TOLIS è stato tributato grande onore, sia attraverso la concessione della Medaglia d’Oro al Merito Civile, sia con la pubblicazione del recente libro “Il contrabbandiere di uomini. Giovanni Gavino Tolis, un eroe del bene al servizio dell’umanità (1919 – 1944)”, presentato il 17 maggio 2012 presso l’aula consiliare del Comune di Chiaramonti. Notevole, poi, è il suo ruolo nel campo della “Cultura della Memoria”, in relazione alla quale ha pubblicato vari libri, saggi ed articoli dedicati alla Shoah ed ai giusti italiani, oltre a partecipare a vari convegni di studi aventi lo stesso tema, alcuni dei quali organizzati anche presso rinomati istituti scolastici di Cagliari. L’ufficiale ha dedicato, infine, vari articoli all’eroismo di altri finanzieri sardi, alcuni dei quali consultabili anche in Internet. Il Cap. SEVERINO è coniugato con la professoressa Giorgia RIZZELLO ed è padre di due figlie.”

Una personalità di spicco del Corpo della Guardia di Finanza nonostante la giovane età. Uno storico non accademico, ma degno di insegnare in qualunque università italiana, europea e del mondo così come hanno capito alcuni colleghi della nostra uniss e come ottusamente non hanno voluto capire altri, livorosi d’invidia per la bravura altrui.

L'eroe Giovanni Gavino   Tolis

L’eroe Giovanni Gavino Tolis

Egli ha ben capito, lavorando a contatto con i documenti e utilizzando gli strumenti della storia documentale e quelli della storia orale, il senso della “nuova storia” che non è solo storia di grandi e piccoli avvenimenti, ma è storia della gamma dei sentimenti, della dignità, dell’onore, del sacrificio e dell’immolazione agl’ideali umani e cristiani. L’empatia che egli prova per i suoi eroi lo ha portato a peregrinare lungo i sentieri della vita umana, a coglierne la varietà di note, a commuoversi e a commuovere. Gli eroi sono uomini che hanno fatto la scelta della loro dignità e, quindi, del bene. Questi eroi li va a cercare tra tanti uomini all’apparenza anonimi, va alla ricerca delle radici umane e cristiane da cui sono nati, li segue nella loro crescita umana e culturale, li coglie nella loro psicologia complessa, li segue con intemerato pudore nei loro sentimenti d’amore e di lotta. Nell’intrico della loro esistenza, tra avvenimenti più grandi di loro, si fa prendere per mano da questi eroi  che docilmente segue, li osserva con grande rispetto, li segue e li coglie fino all’ultimo sacrificio di immolazione.

Così, come è avvenuto per tanti altri eroi, il nostro Giovanni Gavino s’immola a 20° sotto zero e a 4o metri sotto terra, nudo come Cristo,nell’inferno nazista, rende la sua anima eroica.
Chi l’avrebbe mai detto che il figlio del ciabattino, talvolta stravagante e ricordato per le sue fulminanti battute, ma reduce di guerra; polemico, ma imbevuto di spirito cristiano, sarebbe diventato l’eroe di un borgo di origini tardo medievali che prese il nome da un’illustre famiglia catalana, i Claramaunt, i Clermont? Un borgo di rudi pastori e abili artigiani, ma anche di un’aristocrazia e di una borghesia che concorse egregiamente all’Unità d’Italia sia nelle armi sia nelle scienze umanistiche e letterarie? Come non ricordare i Grixoni, i Falchi e i Madau? Ebbene anche l’esempio preclaro di questi uomini  che illustrarono il paese davanti a tutta la nazione costituirono l’humus in cui crebbe l’eroe claramontano, proveniente  da una famiglia umile,  ma dignitosa, costituita da uomini laboriosi e pieni di brio, dotati di un umorismo robusto; di donne fedeli al loro compito di madri intemerate e sagge o di nubili devote e dedite alle opere di bene. Tutti, uomini e donne, per chi è di origini chiaramontese, li e  le vedono passare in rassegna piene di dignità.
E Giovanni Gavino, non molto espansivo, cresce con grande equilibrio nelle relazioni parentali, parentelari e amicali  e fa la sua scelta professionale con ponderazione, presago forse della sua immolazione e del suo eroismo al fine di salvare vite umane che lottano per la loro vita e per i loro ideali. Agisce con grande prudenza perché sa che la posta è alta, si tratta di salvare quante più vite umane che può. Ai nazisti però e ai fascisti non sfugge la silenziosa guardia che porta avanti imperterrito la sua opera di “contrabbandiere di uomini”, lo spiano e lo trovano in fallo. Non ci sono recriminazioni da parte sua, non ci sono scritti lamentosi diretti alla candida fanciulla alla quale aveva offerto il suo amore e per la quale si era esposto salendo sul tram con lei.
Giovanni Gavino capisce che il cerchio si chiude, affronta tutte le angherie, subisce cristianamente tutto il martirio a cui le disumane bestie tedesche lo sottopongono e virilmente va incontro al su destino umano, consapevole che dopo la vita terrena agli eroi, che hanno messo a repentaglio la loro vita per gli altri, è riservata la gloria e la  beatitudine eterna.
Il libro l’ho letto spesso con le lacrime agli occhi tanto è avvincente ed empatico e meriterebbe che la Giunta Pischedda, che regge il Comune e che ha dato la cittadinanza onoraria al nostro storico, acquistasse, magari con un buon sconto, i libri e li distribuisse ad ogni famiglia perché tutti , grandi e piccoli, sappiano abbeverarsi alle fonti dell’eroismo di Giovanni Gavino Tolis, intitolargli una via senza case non basta né basta una lapide sulla casa di nascita, occorre annoverarlo nella memoria storica di tutti i compaesani del presente e del futuro, magari nell’inaugurato Campo degli eroi dove è collocata la statua di Ciriaco Carru.
Lo storico Gerado Severino ha fatto un regalo davvero grande al paese che forse non ne ha preso coscienza come dovrebbe. Il nostro concittadino onorario dovrebbe essere invitato tutti gli anni a ricordare le gesta del nostro eroe e di tutti quelli che lui ha messo in luce sia per la memoria storica sia per l’esempio ai giovani perché non si lascino fuorviare da sentimenti meschini, ma mirino in alto per illustrare non solo la nostra amata nazione, ma anche il nostro amatissimo borgo che ha dato vita a tanti eroi di quakunque estrazione sociale fossero.
I forti colori del nostro paesaggio sardo, con gli scritti di Gerardo Severino, si sono coniugati con la dolcezza opalina del paesaggio campano.

A Giovanni Gavino Tolis di Ange de Clermont

Non hai giocato
a fare l’eroe
ma lo sei stato
senza saperlo.
Hai obliato
te stesso
e ti sei dato
all’ebreo fuggiasco
al resistente
idealista
sapendo
che giocavi
pericolosamente.
La follia teutonica
ha rotto l’incanto
del tuo cuore
ardente.
Ti hanno preso
imprigionato
schiaffeggiato
colpito
massacrato
spogliato
deriso
sbeffeggiato
abbattuto.
Non sapevano
gli aguzzini
che si sarebbe aperto
il Cielo.
Hanno bruciato
il tuo corpo,
ma non la tua anima.
Ti hanno ridotto
in cenere nella carne,
ma non la tua virtù
di generoso
eroe
claramontano!
Vivi
nell’eterna
gloria!

Commenti

  1. Preg.mo e Caro Prof. Tedde,

    quanto ha scritto di me e del glorioso Gavino Tolis mi ha profondamente commosso e colpito. La ringrazio di vero cuore per il giudizio, peraltro autorevolissimo, che ha voluto offrire riguardo alla mia persona e alle mie attività di storico. Ha ragione quando parla di taluni professoroni sassaresi, ma cosa vuole la vita è fatta così: se si ha la fortuna di divenire personaggi pubblici, magari per aver scoperto che esiste la camorra o la mafia, mentre evidentemente gli altri l’hanno combattuta sul campo, è chiaro che piovono premi e lauree. Bellissima è poi la Sua struggente poesia dedicata al nostro glorioso concittadino. Purtroppo ho tentato invano di segnalare la sua storia alle varie Fiction. La RAI mi ha anche risposto che non rientrava nei loro piani editoriali, ove magari entrano, invece, talune opere di autentica “aria fritta e rifritta” che ci offrono durante l’anno.
    Ancora grazie, Gerardo Severino, Cittadino Onorario di Chiaramonti.

    Gerardo Severino
    luglio 15th, 2014
  2. Caro concittadino,ti ringrazio per le commoventi espressioni nei miei riguardi. Non ho altri meriti se non quello di aver letto, commosso, il tuo saggio storico che segnalo ancora ai chiaramontesi e ai cento e più visitatori che ogni giorno visitano accademia sarda. Ti ringrazio per l’impegno scientifico e letterario, civile e d’amor di patria che porti avanti con sacrificio e impegno spesso senza badare nemmeno alla tua salute.
    Spero che anche l’accademia italiana si renda conto del tuoi meriti e ti dia quanto dovuto così come avviene in ogni nazione civile e generosa che sa premiare i suoi uomini migliori. Un caro e affettuoso saluto. Angelino

    Angelino Tedde
    luglio 16th, 2014
  3. Egr. Prof. Tedde,
    sono stata presente in tante commemorazioni che hanno ricordato mio Zio.
    L’emozione è stata sempre grande ogni volta, spesso non riuscivo nemmeno a parlare, nel sapere quali gesta eroiche è stato capace di compiere mio Zio.Oggi nel leggere il Suo articolo ho rivissuto quei momenti e quando ho letto la poesia sono scoppiata in lacrime.
    Grazie Professore.
    Sono altrettanto commossa, allo stesso tempo contenta, per aver ricordato il Capitano della Guardia di Finanza Gerardo Severino artefice di tante storie di Uomini umili che, come evoca Lei nella poesia “Non hanno giocato a fare gli eroi ma lo sono stati senza saperlo”
    Ancora grazie,
    Giovanna Tolis.

    Tolis Giovanna
    luglio 16th, 2014
  4. Cara Giovanna, mi fa piacere che tu ti sia commossa e ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti. Conosco molti dei Tolis e i Soddu Tolis. Come dimenticare zia Mariangela, zia Vincenzina, zia Pietrina e zia Maria? E tanti altri parenti come compare Vittorio e tiu Nieddone, il fratello, e gli amici d’infanzia Faricu e Giuannina? Mi siete familiari e sicuramente mio padre che era del 1911 e mia madre del 1917 lo conobbero e lo apprezzarono l’eroe grande del nostro amato paese.
    Un caro e affettuoso saluto.
    Angelino

    Angelino Tedde
    luglio 17th, 2014
  5. Carissimo Professore,
    ancora grazie infinite per quanto ha scritto di me, modestissimo scribacchino al quale il Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari ha negato la Laurea Honoris Causa, non essendo un celebre scrittore, uomo di spettacolo, o peggio imprenditore al quale la vita ha concesso già tutto. Ovviamente non mi aspetto nulla dal c.d. “mondo accademico”, evidentemente affascinato dai soli nomi osannati dalla TV e dalla stampa, ma sono orgoglioso di aver ottenuto l’amicizia della gente comune di Chiaramonti e di San Nicolò Gerrei, patria di due fra i più grandi, recenti Eroi che la Sardegna ha offerto alla Patria. Qualcuno mi suggeriva di rivolgermi all’Università di Cagliari, ma anche lì…Preferisco lasciar perdere: è inutile pretendere ciò che gli altri non ti riconoscono a priori.
    Mi pregio, per fortuna, di essere amico di grandi uomini appartenenti al mondo della cultura sarda, fra i quali vi è ovviamente Lei e il carissimo Prof. Mastino, che tanto ha fatto per me.
    Ancora grazie di cuore. Saluti, Gerardo Severino

    Gerardo Severino
    luglio 18th, 2014
  6. Carissimo collega storico, penso che al di là delle miserie di certi colleghi che non sanno riconoscere i meriti altrui, ma solo i loro, dei quali resterà ben poco alla loro scomparsa, sia meglio aver la coscienza di aver lavorato con impegno, con competenza alla ricerca di mostrare alla comunità nazionale l’eroismo dei nostri grandi eroi sardi di umili origini, ma immolatisi con nobiltà d’animo per il bene dell’umanità. Siamo in buona compagnia in quanto a riconoscimenti negati dall’accademia, ma non curiamoci di coloro che sono nati per fare i pavoni. Noi abbiamo la coscienza di aver lavorato e di lavorare con impegno e il riconoscimento di amici accademici che ci stimano. Certe menti ottuse capiranno quando sarà troppo tardi. Con grande stima e affetto. Angelino Tedde

    Angelino Tedde
    luglio 21st, 2014

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