Nuovi masanielli crescono di Ambrogio Gennaro Efisio Guaglione Meneghini Zeddoccu

Siamo lieti che a Milano la sinistra-sinistra con l’appoggio dell’alleanza di centro abbia conquistato il comune. Il che significa che, nonostante le fantasticherie di certa stampa e di numerosi maghi stravecchi, in Italia l’alternanza sia una regola democratica. Siamo lieti che un altro sinistro-sinistro, e per di più magistrato napoletano, sia succeduto alla biancarossa Russo Jervolino. E’ tragico invece che a Bologna, per i cinque anni di Guazzalocca, i bolognesi siano andati in depressione e poi finalmente, con l’impudico Delbono abbia ripreso il Comune, solo per un pò perso, con la commissaria prefettizia, ma di nuovo ripreso col siculo-bolognese sinistro Merola. Saremo lieti il giorno che al governo della nazione ritornerà quel coacervo di sinistra-centro che l’impudente, lo sconsiderato, e un pò farlocco Demagistris aveva fatto cadere scrivendo nel registro degl’indagati le anime belle di Prodi e di Mastella. Quello stesso ex magistrato oggi trionfa a Napoli che passa, in un certo senso, dalla sinistra alla masaniellistra . La funzione di piemme  ha giovato “o’ guagliona” e quindi chi vuol cimentarsi nella politica e presto trionfare sa ormai il cursus honorum che deve seguire.

Vedremo, con i nostri occhi, i miracoli che il taumaturgo Pisapia, enigmatico come la Gioconda, saprà compiere insieme alla variegata schiera di cui s’è cinto. Assisteremo agli altri miracoli, compreso quello della monnezza, che il pifferaio De Magistris, potrà compiere. Un consiglio glielo diamo, faccia catturare porci e cinghiali dalle più remote parti della Campania, li porti a Napoli, e sono certo che la monnezza, almeno l’umido puteolente, potrà presto non solo scomparire, ma gli stessi napoletani, da questa energia rinnovabile porcina, potranno averne beneficio, mangiando carne di porco per un decennio.

I milanesi hanno voluto Pisapia, se lo tengano; i napoletani hanno voluto Demagistris, se lo tengano e lo incasinino peggio di quanto non abbiano fatto alla pia donna Rosa Russo Jervolino. E’ tutta fortuna per il centro-destra, in vista delle elezioni governative, a patto che resistano alle incornate della sinistra e dei soprafini nero-centristi per altri due anni. Quel popolo a cui spesso ha fatto riferimento Berlusconi oggi volta pagina, anzi paginetta, e trionfa nelle piazze napoletane, in quelle milanesi e cagliaritane. Il Bersani, si penta d’aver detto talvolta che il popolo, il popolo eh! e il popolo vota, anche se non proprio il candidato di Bersani, ma il masaniello-menestrello, con l’appoggio dell’immortale faccia di bronzo Vendolaquà Vendolalà, che della Puglia ha fatto il giardino della repubblica italiana e con la Giunta ha riempito le locali galere.

Da oggi il contadinotto abruzzese scongiuntivito potrà aspirare non solo a guidare il trattore, ma anche a cimentarsi nell’alto mare aperto della grande politica italiana europea e mondiale. (Che te possino…!) Che dire poi dei cagliaritani che hanno abbandonato il centro destra (era ora, dopo 17 anni) e sono passati a pié pari al centro sinistra? Niente da dire: è la regola dell’alternanza. Il comune sarà governato  da un  picciocheddus de partidu, invece che da chierichetti. La città più corrotta dell’isola, secondo i predicatori, che succhia vorace dalle mammelle della Regione Sarda, avrà un picciocus  di primmordinis. E tutti potranno giocare col sindaco a ballocci! A meno che questo Zedda (un precario, studente fuori corso, nutrito dagli ex comunisti a co.co.co., poi, a quanto dicono impalmato da Vendolaquà Vendolalà)  non si trasformi nel Zedda di Ortacesus, reso famoso dall’ormai nota ballata rap, ahinoi, precocemente interrotta!

A 150 dall’Unità d’Italia, con il suffragio universale, si vota e si cambia cavallo e ci si alterna al governo o al malgoverno delle nostre città. Questa è la democrazia. I vecchi miliardari, bigami e trigami, della carta stampata, vedano con i loro occhi e si rendano conto che chiunque governi, male o bene, dopo un pò viene mandato a riposo. Per i giornalisti che campavano sui governanti di centro-destra comincia un periodo di magra. Per i burloni alla San Torro, alla Tra-Vaglia, alla Flori-Si ai Guz-Zanti, ai Croz-Za e compagnia bella comincia un periodo tristo: scherza coi destri, ma non scherzare coi sinistri che,se no, alzano i capestri! Capito!

Soffia ovunque il vento del “rinnovamento” degli eretici della sinistra istituzionale detti anche Seleni (Società ecologica lubrica). La primavera napoletano-milanese-cagliaritana è iniziata. Da domani, questi guaglioncelli di Napoli e di Cagliari, apprenderanno a governare (5 anni di alfabetizzazione amministrativa), mentre il vecchietto di Milano (di natali alto borghesi vasellinari e prestato alla sinistra non istituzionale) farà di Milano la città della vasellina, ovunque spalmata ovunque utilizzata, mentre la Mercegaglia, logorroica e inconcludente, lasciata la presidenza della confindustria, potrà andare ad impomatarsi dal vasellinaro Pisapia. Evviva l’Italia, abbasso i nemici di dentro e di fuori e gl’imboscati! E Berlusconi? Sta preparando le ultime barzellette sulla vittoria dei seleniti!

Ohi vita, ohi vita mia, hoi core e chistu core,
si stat o’primme ammore o’primme e l’ulteme sarai pè me .

 

 

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