Categoria : cultura

La fede in Dio è un dono che si può chiedere di Ange de Clermont

Un giorno chiesi ad una collega giapponese, se credesse, mi ripose di non credere, ma quando aveva problemi pregava dicendo: ” O Dio, se ci sei aiutami!” E mi spiegava: “Considera, amico, che se Dio esiste davvero, sicuramente mi aiuta, se non ci fosse non perdo niente a rivolgermi a lui.”

Ho altri amici che non credono o almeno dicono di non credere, ma che si comportano come se credessero: amano il prossimo, hanno senso civico, fanno sacrifici per la famiglia, ma non  chiedo loro di credere in Dio, perché allora sembra che perdano la pazienza. Questo, per me, che credo in tutte le verità enunciate nel Credo che si recita agli inizi della Santa Messa è una sofferenza e spesso mi ritrovo a pregare per questi amici che ammiro, che reputo migliori di me, che non hanno combinato gli sbagli che ho combinato io.

Eppure che cosa costa aderire con la volontà ai due fondamentali comandamenti: ama Dio con tutto il tuo cuore con tutta la tua anima con tutta la tua mente e ama il tuo prossimo come te  stesso.

Se sapessero quanto è bello credere nella tenerezza di un Padre buono e misericordioso che un giorno ti aspetta lassù presso di Sé. Per tutti costoro però non c’è verso di indurli a credere. Io mi chiedo, nella mia povertà spirituale e umana, come farei a vivere senza fede.

Da liceale mi capitò di trascorrere un mese nel silenzio totale di Dio. Vissi malissimo, tra le spine, ma poi il Signore si fece risentire. La fede è un gran dono che Iddio dispensa agli umili, ai miserabili, ai clochard dello spirito. Pur nella tua povertà spirituale la conversazione col Signore è sempre confortevole: Lo ringrazio del giorno che è sorto, della notte che mi induce al riposo, Lo ringrazio d’essere nato, di tutto ciò che mi ha concesso nel bene. Gli offro le mie pene, mettendomi ai piedi della Croce, porto sulle spalle la mia piccola croce e attendo con gioia il beato giorno in cui Lo incontrerò.

Per Lui sono nato,per Lui vivo, per Lui morrò, anche se so che, per purificarmi dalle colpe, dovrò passare attraverso la terribile sofferenza di stare per un pò lontano da Lui.

Agli amici, certamente migliori di me, io chiedo: che cosa vi costa chiedere a Dio come la collega giapponese: ” O Dio, se ci sei aiutami a credere in Te!”

Può darsi che facciano questa preghiera, ma non intendono rivelarlo!

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