Categoria : letteratura sarda

Vita d’impegno dei nostri ragazzi chiaramontesi. Simone Unali cadetto della Marina Navale di Angelino Tedde

In occasione del Natale, dopo quasi cinque mesi di Accademia, ho potuto incontrare il nostro Simone Unali, che tempo fa ha fatto il giuramento come cadetto dell’Accademia Navale di Livorno.
Ecco il succo dei nostri discorsi:

“La vita dell’Accademia è disciplinatissima e ogni sbadataggine è punita senza sconti. Chi non ha la vocazione se ne va. Due hanno lasciato arrendendosi, tra questo c’era pure un sardo. Giustamente la disciplina  e l’ordine nella vita quotidiana va rispettata. Tutto è regolamentato e non sono ammesse debolezze di sorta. Si vive sobriamente,  nei cameroni si dorme altrettanto sobriamente a finestra aperta e si sta a letto come se già si navigasse:una coperta, in pigiama, pulizia scrupolosa e soprattutto ordine.
Lo studio universitario è scrupoloso e i tempi degli esami non vengono diluiti, ma rispettati. In questi giorni di vacanza ho continuato a studiare Storia della navigazione perché al rientro debbo sostenere l’esame. Anche in questi giorni nelle rimpatriate con gli amici sono bandite crapule ed eccessi. La vita va presa con serietà e con impegno. D’altra parte si è stipendiati, si gode di vitto alloggio e studio senza pagare una lira. Abbiamo i migliori professori dell’Università di Pisa e della stessa Accademia Navale. Nel corso del primo anno  non siamo più di 17 e si può dire che tutti i giorni siamo a contatto personale coi professori. Le lezioni si seguono attentamente trasformandole in unità didattiche in modo che le idee siano chiare e non nebulose. Nel primo anno le scienze matematiche sono al primo posto. D’altra parte studiamo da comandanti per cui come si fa a comandare se non ci s’impone per prima una vita e un agire disciplinato e trasparente? Bandite le mollezze o le trasgressioni. Vita dura, ma condivisa e accettata.”
E potrei continuare su quanto mi ha riferito il nostro cadetto. Nella frequenza quadriennale estiva per stendere il libro Chiaramonti. Chiese e Cimiteri insieme a Francesco Dettori, avevo notato la serietà del giovane che andava frequentando il Liceo Scientifico e la capacità di apprendimento, non solo, ma dobbiamo a loro due se abbiamo salvato una delle tombe monumentali del famoso Giuseppe Sartorio nel nostro cimitero la cui preziosità non mi pare abbastanza valorizzata. Il merito va anche al Commissario Amministrativo che diede l’ordine dell’immediato restauro in capo a una settimana.
Simone è una grande risorsa per la patria e per la marina militare. Studia da ingegnere navale e non è poco. Per me, vecchio docente universitario, è stato un piacere conoscerlo e vederlo così compito e preso dalla passione per la Marina Militare.
Non ci saranno vacanze, ma lunghe navigazioni sul Leonardo Da Vinci nei mari del Sud est asiatico.
Per Chiarmonti questo giovane è un fiore all’occhiello e una grande promessa per la nazione.
Non sono rari i ragazzi in gamba di questo paese, e solo, en passant, posso menzionare Giovanni Fumera, fisico a Monza, Vladimiro Patatu, capo del team di un consorzio industriale di Catania a contatto con le migliori università del mondo,  Andrea Pischedda ingegnere elettrico delle Ferrovie Francesi a Parigi, Tonino Piroddi, cervello informatico delle Ferrovie della Sardegna, Antonello Più altro ingegnere elettrico progettista d’impianti  fotovoltaici, Gian Luigi Marras, funzionario della soprintendenza archeologica  paesaggio e dei beni culturali, lo stesso Gianni Marras coordinatore regionale dei dirigenti della scuola della Sardegna. Non possiamo lamentarci dei nostri ragazzi e se spesso ci lamentiamo di quelli che non ci riempiono di gloria dobbiamo onestamente riconoscere quelli che fanno onore alle loro famiglie e al nostro paese in Italia e all’estero. Chiedo scusa per quelli che non ho menzionato e che ora sfuggono alla mia memoria non più tenace come un tempo.

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