“San Matteo Apostolo ed Evangelista festeggiato a Chiaramonti” di Simone Unali

Le origini del culto di San Matteo a Chiaramonti si perdono, probabilmente, nei secoli XIV e XV, quando questo territorio entrò sotto l’influenza dei genovesi Doria, i quali avevano San Matteo come loro santo protettore a Genova. Dopo la demolizione del castello, sulla stessa rocca, che domina tutto il paese, fu edificata la chiesa dedicata al Santo, che sovrastò (e i cui ruderi sovrastano ancora) il paesaggio di Chiaramonti. Un santo, il nostro, al quale non ci si rivolgeva per grazie o benedizioni, per quello d’altronde c’era già Santa Giusta, ma al quale si affidava la protezione del paese, dei suoi abitanti e delle sue case. E San Matteo, dalla cinquecentesca chiesa al Monte, vegliò sul paese per ben quattro secoli. Quale posto più adatto se non la rocca per simboleggiare icasticamente questa protezione dall’alto? Poi, nell’Ottocento, con la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, San Matteo ha continuato a vegliare su Chiaramonti dal cuore del paese.

I festeggiamenti in onore di San Matteo hanno da sempre rappresentato il paese stesso, sia per via della cospicua presenza di chiaramontesi che partecipano alla messa solenne, sia perché prendono parte alle celebrazioni religiose le associazioni civili e culturali, ma sopratutto l’istituzione amministrativa, simboleggiata dal maestoso gonfalone portato orgogliosamente in processione, ma sopratutto dal sindaco con fascia tricolore e dalla sua giunta. Fascia che quest’anno è stata indossata con onore non da un terrazzano eletto sindaco, ma bensì dal commissario comunale, unica nota stridente che ha riportato nelle menti di tutti la crisi politica nella quale è sprofondato il nostro comune.

Anche quest’anno, come di consueto, nei giorni 20 e 21 settembre si sono svolti a Chiaramonti i festeggiamenti in onore del santo patrono, organizzati dal comitato dei fedales del 1966, costituitosi per l’occasione, come ormai da anni è consuetudine fare. Un comitato di coetanei molto ridotto rispetto a quella che è la leva chiaramontese di quell’anno e ciò per evidenti ragioni di impossibilità di alcuni cinquantunenni, residenti lontano da questo piccolo centro collinare dell’Anglona, di dedicarsi all’organizzazione, spesso lunga e faticosa, delle celebrazioni. Un vero e proprio impegno quello che ha preso chi ha deciso di aderire al comitato e che, facendo ciò, si è addossato gli obblighi e le responsabilità che ne derivano, cosa che è pur sempre da osservare con ammirazione. Non è infatti facile organizzare la festa patronale, per le cento e più difficoltà che le sono legate e tanto meno accontentare gli animi dei chiaramontesi, alcuni propensi ai festeggiamenti civili tradizionali e altri a quelli moderni. E come ormai da anni è uso fare, il grattacapo si risolve con un compromesso: due serate di festeggiamenti civili (in concordanza con quelli religiosi), una tradizionale e una moderna. Così, il giorno 20 settembre, hanno gareggiato su un palchetto improvvisato, posto in Via Galileo Galilei (via che costeggia gli uffici parrocchiali, la sagrestia e la parete sinistra della chiesa di San Matteo) e non in Piazza Repubblica, per riparare i presenti dal freddo pungente trascinato da brezze locali, i poeti estemporanei Farina e Ladu, accompagnati dai Tenores di Orgosolo, per la contentezza degli anziani, che hanno assistito numerosi alla gara poetica fino a notte inoltrata, noncuranti della temperatura. Mentre, il giorno 21, si sono esibiti sul palco posto in Piazza Repubblica gli Alma Mediterranea, gruppo cagliaritano di rock-folk con influenze cantautorali, che aveva già debuttato in questo paese nel 2010. Ma il vero nerbo di questa festa, come tutti gli anni ormai, sono stati i festeggiamenti religiosi, anticipati da novena e cominciati il giorno 20 con la Santa Messa, programmata presso i ruderi dell’antica parrocchiale di San Matteo al Monte, ma poi celebrata in parrocchia, per via del tempo poco clemente, dal parroco Don Paolo Tirotto e animata dal Coro Doria. Il giorno 21, festa ufficiale dell’Evangelista Martire secondo il calendario dei santi, alle ore 16.00 si è svolta presso l’ottocentesca chiesa parrocchiale intitolata al Santo stesso la Messa Solenne, celebrata dal parroco, con il panegirico di Don Luigi Usai e animata dalla Corale Interforze Sardegna, gruppo canoro composto esclusivamente da militari di Guardia di Finanza, Esercito, Aeronautica e Marina accompagnati da organo e violino, che hanno eseguito canti in italiano e in latino, ricevendo i complimenti dei presenti. Hanno partecipato alla messa il commissario comunale, il comandante della stazione dei Carabinieri di Chiaramonti, la Polizia Municipale, la Compagnia Baraccellare e le rappresentanze delle associazioni civili. Essendo poi San Matteo patrono della Guardia di Finanza , ha partecipato alla messa anche una nutrita rappresentanza dell’A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) e i militari in uniforme. Al termine della funzione, prima della processione, il vicebrigadiere della Guardia di Finanza D. Demartis ha dato lettura della Preghiera del Finanziere, al termine della quale la popolazione chiaramontese presente ha risposto con un fragoroso e scrosciante applauso. Ha seguito la processione, snodatasi per le vie del paese, accompagnando il simulacro di San Matteo, posto su un carro da buoi proveniente da Tempio Pausania, lungo il consueto percorso. Hanno partecipato alla processione, animata dalla banda musicale “Città di Tempio”, i cavalieri, il gruppo folk “Santu Matheu”, i carabinieri in alta uniforme, i comitati, le associazioni e le autorità.

Una festa riuscita, dunque, per i fedales del 1966, che questa domenica consegneranno la bandiera del santo ai compaesani più giovani di un anno, che organizzeranno le celebrazioni patronali del prossimo equinozio d’autunno.

 

Commenti

  1. Il titolo di carica, provvisoria, del nostro “primo cittadino” è ” Commissario Straordinario”.Che poi possa guadagnarsi le medaglie sul campo, ed essere ricordato come “straordinario”,attendiamo fiduciosi. Come sa fare unu bonu tzaramontesu !

    Claudio coda
    settembre 29th, 2017

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