Mario Cicogna, professore di armonia e di pianoforte ci ha lasciati di Lionello Bionda

Mario Cicogna era nato a Milano nel 1920. Diplomato in pianoforte, aveva studiato composizione con i Maestri Bettinelli e Donatoni. È stato insegnante di Teoria e Solfeggio al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e di Armonia alla Scuola Civica di Milano, nonché alla Scuola Musicale di Milano di Foro Bonaparte.
Ha fondato la Scuola Musicale di Cernusco sul Naviglio e la Scuola
di Danza classica con i primi ballerini del Teatro alla Scala Telloli
e Fascilla. La Scuola Musicale da lui fondata ha diplomato nel corso degli anni numerosi artisti e musicisti, tra i quali un diret- tore di Conservatorio, qualche compositore di musica anche d’avanguardia, un direttore d’orchestra, alcuni direttori di banda e di coro e una ballerina della Scala.
Il prof. Cicogna ha pubblicato Dieci studi poliritmici a due e tre
voci per la Casa Editrice Carisch e il Compito di Armonia in due
volumi per la Casa Editrice Curci.
Per tutto quanto fatto e realizzato, il prof. Cicogna deve ringraziare
anche la moglie Iole – all’anagrafe Iolanda Vischi – che ha lasciato
il suo lavoro di assistente sociale per permettere al marito di
dedicarsi completamente all’insegnamento della Musica.

Intervista al maestro

Dove è nato?

A Milano nel 1920.

Il suo cognome che origini ha?

Ha origini veneziane. Un doge aveva il mio stesso cognome, Cicogna, e il nome era Pasquale. Tale dicitura è riportata anche sul Ponte di Rialto.

Quando è nata la sua passione per la musica?
Mio nonno Pasquale, maritato con Antonietta, era amante della musica lirica e mi bombardava di brani d’opera. Ogni settimana andava al Teatro alla Scala e spesso portava anche me.

Quindi già a sei anni le piaceva la musica?
Certamente, infatti mio nonno mi fece prendere privatamente lezioni di pianoforte, teoria e solfeggio.

Come ha continuato i suoi studi?

Fino a tredici anni ho studiato musica, contemporaneamente alle scuole elementari e medie, con una bravissima insegnante.

Sono piacentino, ma essendo venuto a Milano a pochi mesi, mi sento milanese.
Maestro, dove abitava lei? Sono curioso.

In via San Damiano 20, zona Monforte, proprio vicino al Conservatorio “Giuseppe Verdi”.

Tornando alla musica, in seguito, lei ha studiato con quali maestri?

Due bravissimi e stimatissimi insegnanti: il M° Bettinelli e il M° Donadoni.

Quando ottiene i suoi diplomi?

Il diploma di pianoforte nel 1951 ad Alessandria. Nel 1970 conseguo il diploma di musica corale e di direzione di coro e nel 1971 anche il diploma di strumentazione per banda.

Mi dica, Maestro, ho saputo che lei è stato un magistrale insegnante di musica.

Qual è il suo metodo?
Il metodo classico di teoria e solfeggio, e devo dire che ho avuto ottimi risultati perché ho fatto nascere bravi professionisti.

Dove ha insegnato?

Principalmente a Milano, alla Scuola Civica di Foro Bonaparte. Però ho insegnato anche in altre città lombarde, sempre con ottimi allievi e quindi con ottimi risultati.

Come cultore sicuramente preparato ha preferenze per qualche autore e qualche esecutore…
I romantici come autori e come pianista Rubinstein, Horowitz e Benedetti Michelangeli.

Ha qualche suo merito che vuole esprimere?
Sì, ho fondato nel 1967 una Scuola Musicale a Cernusco sul Naviglio, con insegnamento di tutte le materie curricolari del Conservatorio di Milano ed insegnanti della stessa istituzione. In sostanza, siccome la musica è anche una materia matematica, credo che mi abbia trasmesso una capacità organizzativa nell’appli- cazione delle innumerevoli materie insite nella musica stessa.

Maestro, lei è sposato con la signora Iolanda Vischi.

Ha figli?
Sì, due: Maddalena, ballerina della Scala ed ora insegnante di ballo e Giancarlo, fisioterapista, osteopata, con uno studio a Lugano e operatività anche a Merate.

Complimenti Maestro, ha due figli realizzati e anche vicini alla sua arte preferita. Non mi dica che – se ha nipoti – pure loro si dedicano alla musica?
Ho cinque nipoti. Lucrezia canta nel coro delle voci bianche del Teatro alla Scala, Mattia ama la percussione e studia la batteria; gli altri più piccoli non sono ancora orientati verso l’arte del nonno e della zia Maddalena.

Grazie Maestro, per il tempo dedicatomi e complimenti sinceri per la sua vita votata alla musica e per i risultati ottenuti; tutto ciò le ha permesso di man- tenere nel tempo un aspetto sereno e sorridente che riempie di gioia anche le persone che la incontrano!

 

Commenti

  1. Non conoscevo personalmente il maestro Cicogna, tuttavia nei dieci anni trascorsi a cercare di ” strimpellare” il pianoforte, guidata da una maestra di piano ed armonia, ho imparato che frequentare i sistemi armonici è molto più importante che suonare uno strumento e viceversa: suonare uno strumento e cercare di capire qualcosa di musica è indispensabile per avvicinarsi allo strumento ed alla musica. Peccato che in questa nostra epoca i suoni emessi dagli strumenti e purtroppo graditi dai giovani hanno poco a che fare con le scale armoniche. La vita è già di per sé difficile, complicata e violenta, se anche la musica segue l’andazzo, non ci resta che piangere o – come facciamo un po’ tutti- sognare il passato, almeno musicalmente nparlando.

    Giovanna Elies
    marzo 23rd, 2017
  2. Concordo pienamente con te. Anch’io detesto la musica chiasso e da pentolame. Siamo d’altri tempi, ma la musica classica resterà eterna!

    Angelino
    marzo 23rd, 2017

LASCIA UN COMMENTO

RSS Sottoscrivi.