Categoria : c'est la vie

L’anno bisestile 2012 e quello iniziato 2013 di Ange de Clermont

Cerco di non essere superstizioso anche perché la mia fede me lo vieta, ciononostante, avendo avuto qualche antenato che è vissuto tra maghe e maghi, cartomanti, e megere, fattucchiere di magia bianca e nera, a tratti senza accorgermi ho la tendenza a considerare certi lati superstiziosi degli avvenimenti degli anni e della numerosa cabala affidata ai numeri. Certo l’anno passato non è stato un anno fausto, essendomi morta una persona cara e trattandosi di un anno bisestile, ma anche quattro anni fa c’erano state burrasche e quindi da tempo considero questi anni un pò malaugurati. Il fatto è che più ci bado e più osservo cose che non vanno. L’anno appena iniziato non dovrebbe essere infausto, ma il guaio è che finisce col 13 e il detto dice 13 morto che parla. Infauste sono le camere 13 degli alberghi tanto che a volte questo numero sfortunato non esiste, ma contemporaneamnete questo numero è considerato fausto: ha fatto 13. Altri parlano del 47 0 48, insomma chi più ne ha più ne mette. Non voglio approfondire un argomento su cui sono più che analfabeta.

L’anno appena terminato mi ha permesso di vivere i 76 anni, vale a dire 7+6 fanno tredici, aggiungi che era pure bisestile. Insomma da quest’intrico di numeri e di anni fausti e infausti non riesco a cavarne piedi. Certo se penso all’IMU di Monti che non so se sia nato in un anno bisestile c’è da credere che per le nostre pensioni e stipendi l’anno è stato massimamente infausto: 1200 euro, rubati a mano franca, dal portafoglio non è poca cosa. Rovesciamo la prospettiva: sono gli avvenimenti personali, nazionali o internazionali che fanno fausto e o infausto l’anno e non i numeri. Se in un anno tutto ci va bene, l’anno è fausto, ma se è il contrario l’anno è infausto e non è affatto il numero che fa che l’anno sia fausto o infausto.  Ora non ci resta che augurarci un buon anno e una graduale ripresa dell’economia e  di tutto il resto. Per un credente  poi ciò che conta è vivere in grazia di Dio, amandolo e amando il prossimo, compiendo azioni positive e vedendo questo mondo come un luogo di rapido passaggio perché poi speriamo ci aspetti un’eternità felice. Per ciascuno il tempo passa e il mondo finisce tutti i giorni al tocco di campana, per chi muore. Nelle città questo non si nota tanto, ma in un piccolo paese come Chiaramonti questi avvenimenti toccano la gente che accorre numerosa ad accompagnare il defunto di turno all’ultima dimora. Ieri è morto un montangino. sposato ad una delle numerose figlie di una famiglia numerosa, e il Cammino del Convento era gremito di folla. Il nuovo prete con berratta tripartita e con l’incenso ha percorso tutto il ripido tragitto offrendo uno spettacolo da anni 1950. Io spero che i miei amici fotografi abbiano colto l’occasione per riprendere questo corteo d’altri tempi. La gente era soddisfatta di questa cerimonia e finisce che al pretino tradizionalista per effetto di queste innovazioni vengano perdonate le stufe spente e il freddo che si respira tutti i giorni e la domenica nella chiesa parrocchiale di San Matteo. Io anche oggi sono corso a Martis in una chiesetta riscaldata e con un prete anziano, ma saggio e con delle cantanti che mi hanno fatto gustare le canzoni di Natale.

Le secche di gennaio hanno avuto inizio tanto che qualche ottuagenario ha lasciato la casa e ha potuto fare quattro chiacchiere con me che, richiamato dal sole, ho fatto almeno mille passi. Era angustiato il poveretto e non sapeva come spiegare che al figlio divorziato stessero portando via mezzo patrimonio, pur essendo incolpevole di questa rottura. Gli ho spiegato che dal 1970 al 1975 il diritto di famiglia è molto mutato e che l’adulterio non è più un reato per cui anche una moglie fedifraga può ridurre l’incolpevole marito in braghe di tela portandogli via anche metà del patrimonio. Ha parlato di pistole e di ammazzamenti e credeva ancora che l’uxoricidio fosse un reato colposo e non punibile con la galera, gli ho spiegato che quei tempi brabarici sono finiti e che ora le cose sono cambiate anche se le donne continuano a subire insulti di ogni genere e vengono eliminate con troppa frequenza. Ha guardato il cielo con un atto di rassegnazione, mentre si prepara a vedere il figlio depredato di mezza casa e di una parte dello stipendio per una moglie che, nelle campagne di gallura, convive con altro altro uomo nullafacente, a suo dire, e che utilizzerà mezzo patrimonio prodotto dall’attivismo del figlio che non conosce sosta nel lavoro. La vita è così, tu lavori, poi con un colpo di sfortuna il,tuo patrimonio passa ad un altro. Chi può sentirsi sicuro dei propri averi? Meglio essere poveri e sereni che ricchi e preoccupati.

La ruota degli anni gira, girano le opere e i giorni, a generazioni succedono generazioni: il ciclo del tempo e della vita procede e chi è giovane oggi sarà vecchio domani. La terra è un albergo, si passano 70 o 80 anni, fossero anche cento e più, signori in carrozza, leggi carro funebre, e si parte. L’importante è lasciare dietro di sé il ricordo di opere buone, non perché il defunto ne abbia beneficio, ma per la vanagloria dei discendenti che dopo alcune generazioni avranno dimenticato tutto.  Fugit irreparabile tempus!

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